Trentotto piazze per Michele Ferrero

ALTA LANGA L’esempio di Alba, che ha cambiato nome a piazza Savona intitolandola a Michele Ferrero, potrebbe essere seguito da tutti i trentotto Comuni dell’alta Langa. Sabato mattina, a Camerana, il Consiglio dell’Unione montana ha approvato all’unanimità (non c’erano dubbi) un ordine del giorno che accoglie la proposta, lanciata a settembre dall’Ente fiera della nocciola, di dedicare una piazza nei paesi dell’alta Langa all’imprenditore dolciario che con la sua attività ha sostenuto l’economia della zona e con la sua lungimiranza ha evitato lo spopolamento delle zone collinari più alte e disagiate.

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Un’immagine della cerimonia di intitolazione svoltasi ad Alba il 29 settembre.

Quando nessuno conosceva il significato della parola welfare, Ferrero lo ha messo in pratica in alta Langa permettendo (con la geniale intuizione dei pullman per i dipendenti) a chi abitava nella zona di continuare a viverci affiancando l’attività in fabbrica a quella in campagna. L’intitolazione non dovrà riguardare necessariamente una piazza. L’importante è che si tratti di un luogo simbolico di ciascun paese. Bosia, ad esempio, potrebbe intitolargli proprio il piazzale dove si ferma il pullman degli operai.

Intervenendo al Consiglio dell’Unione montana, il presidente dell’Ente fiera della nocciola Flavio Borgna, ha affermato: «Ferrero è sempre stato legato al territorio e credo sia doveroso esprimere riconoscenza nei suoi confronti. Ha sempre pensato al fine imprenditoriale puntando sulle persone, come se l’azienda fosse una grande famiglia. Senza di lui, negli anni ’60, l’alta Langa probabilmente sarebbe morta. Grazie a Michele Ferrero la nostra terra si è liberata dalla “malora”, si è impedito l’abbandono di una vasta area molto fragile dal punto di vista idrogeologico e si è evitato che Alba diventasse una città dormitorio. E si deve anche a lui il forte impulso per lo sviluppo della coltura della nocciola, che gli operai-contadini da allora hanno portato avanti fino a oggi, consentendo prosperità all’agricoltura».

I tempi per concretizzare la proposta sono stretti. L’obiettivo è di procedere alle intitolazioni domenica 14 febbraio, nel primo anniversario della morte. Sarà (dovrà essere) una cerimonia semplice, discreta e sobria, in linea con quello che è sempre stato lo stile di Michele Ferrero.

Corrado Olocco

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