Abitare le Alpi occidentali in un clima che cambia, un convegno a Cuneo

CUNEO L’Ordine degli architetti di Cuneo, il meteorologo Luca Mercalli, istituzioni e addetti ai lavori si confrontano su una problematica che riguarda ogni ambito della società civile, in particolar modo nei territori dell’arco alpino italiano. L’appuntamento è al Centro incontri della Provincia, lunedì 19 dicembre, dalle 16.30 alle 20.

Il pianeta si sta riscaldando e continuerà a riscaldarsi nei prossimi decenni a causa delle attività umane legate alla combustione di carbone, gas e petrolio.  Le previsioni del Centro euro-Mediterraneo per i cambiamenti climatici (www.cmcc.it) stimano aumenti termici tra 1,5 e 3 °C in inverno e oltre 3 °C in estate, con possibili punte superiori a +6 °C sulle Alpi occidentali.

Abitare le Alpi occidentali in un clima che cambia, un convegno a Cuneo

Uno scenario allarmante che coinvolge il nostro Paese e, in particolar modo, la regione alpina e che deve necessariamente interessare ogni ambito della società civile. Il mondo economico e quello industriale, le istituzioni e il comparto edilizio, così come ogni singolo cittadino, sono chiamati a modificare abitudini e obiettivi, al fine di costruire un mondo più sostenibile attraverso l’efficienza nell’uso delle risorse e dell’energia, la riduzione degli sprechi, la diffusione delle energie rinnovabili.

Lunedì 19 dicembre, a Cuneo, l’Ordine degli Architetti di Cuneo invita al dibattito sul tema, grazie al prezioso contributo del meteorologo Luca Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana onlus, che avvierà il confronto a partire dai dati scientifici, dagli scenari più generali e quelli relativi alle Alpi occidentali, un’area estremamente sensibile su cui sono stimati impatti particolarmente elevati. Dell’architetto Alberto Winterle, presidente dell’associazione Architetti arco alpino, che illustrerà alcuni esempi di edifici e architetture esemplari, non solo dal punto di vista dell’uso efficiente delle risorse energetiche e ambientali ma rilevanti nel rapporto con il paesaggio, e di Silvio Cagliero, direttore dell’Arpa Piemonte Sud-Ovest di Cuneo.

Partendo dallo scenario attuale ritratto da Mercalli, l’incontro punterà ad approfondire il ruolo di un architettura responsabile, sostenibile e di qualità, soprattutto nel contesto di territori come quello alpino, dove la dimensione ambientale e quella paesaggistica sono alla base dello sviluppo economico, in particolare turistico, e dell’identità sociale delle comunità che ci abitano.

Ugualmente, anche grazie all’intervento di rappresentanti del mondo istituzionale, si rifletterà su quali strategie e quale genere di consapevolezza sia necessario costruire per affrontare un cambiamento che dovrà coinvolgere tanto la politica di alto livello quanto la vita quotidiana di ogni persona.

Servono interventi che sappiano coniugare sostenibilità e qualità

«In un contesto sensibile come quello alpino, c’è bisogno di interventi che sappiano coniugare alla funzionalità e alla sostenibilità energetica anche la qualità architettonica, sia in forma tradizionale che contemporanea», spiega Claudio Bonicco, presidente dell’Ordine degli architetti di Cuneo. «In quest’ottica, il nostro ordine di Cuneo sta sviluppando, in collaborazione con il colleghi francesi della Règion Paca, il progetto Habit.A nel quadro del programma di cooperazione transfrontaliera Italia – Francia Alcotra 2014/2020. L’obiettivo è quello di innescare, attraverso un percorso formativo rivolto a tutti gli attori che vivono il territorio alpino, un cambiamento culturale per passare dal concetto di sostenibilità a quello di responsabilità del costruito».

«Se vogliamo evitare che il riscaldamento globale renda difficile il nostro futuro, dobbiamo ridurre di circa due terzi le nostre emissioni individuali di gas serra»,. afferma il meteorologo Luca Mercalli. «La casa è uno dei principali settori di spreco energetico e conseguenti spese e produzione di CO2: è dunque da qui che è saggio iniziare per essere più efficienti, più indipendenti e più sostenibili. Abbiamo le conoscenze e la tecnologia per farlo, ora serve applicarle in fretta, perché abbiamo poco tempo e come disse Voltaire, gli uomini discutono, la natura agisce!»

«Qualsiasi azione di trasformazione del paesaggio presuppone la consapevolezza, culturale e tecnica, che i nostri interventi concorrono a costruire l’identità di un luogo», conclude Alberto Winterle. «In questo senso il concetto di sostenibilità non si può limitare alla sola valutazione quantitativa delle prestazioni di un manufatto, ma deve prendere in considerazione il senso stesso della sua esistenza, della sua qualità intrinseca e del suo rapporto con il contesto».

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