Neurologi da tutta Italia

Neurologi da tutta Italia si sono dati appuntamento in Langa per parlare di riforma sanitaria. Si è svolto giovedì 8 settembre a Grinzane Cavour il convegno nazionale dedicato ai “nuovi modelli di governance nella neurologia”, coordinato dalla Società italiana di neurologia (Sin) con Scienze neurologiche ospedaliere (Sno) e Associazione italiana neurologi ambulatoriali territoriali (Ainat).

La giornata di studio sul futuro della neurologia è stata condotta da venti “saggi  ella neurologia italiana attraverso letture e tavole rotonde, alla presenza di quaranta fra direttori di strutture, professori universitari e neurologi. Quanto emerso in Langa sarà sintetizzato in un documento ufficiale della neurologia in Italia, base per la riunione che si svolgerà a Roma il 4 ottobre, con la partecipazione di ministri, sottosegretari, rappresentanti delle Regioni e delle istituzioni in ambito sanitario e universitario.

Spiega Giovanni Asteggiano, direttore del Servizio di neurologia dell’Asl Cn2, rappresentante e coordinatore della neurologia universitaria e ospedaliera di Piemonte e Valle d’Aosta: «L’organizzazione delle strutture è la chiave del problema: non più reparti, divisioni, servizi, ma nuovi modelli intorno al paziente. L’ospedale del futuro –ma molto prossimo – è organizzato per “intensità di cure”: viene cioè ribaltata l’organizzazione per discipline specialistiche ».

Al centro del nuovo modello c’è, dunque, il paziente. Riprende Asteggiano: «L’ospedale dev’essere in grado di rispondere in modo sempre più flessibile e personalizzato alle esigenze del paziente- utente. Esso viene ricoverato in base alla tipologia delle cure di cui ha bisogno: all’arrivo in ospedale è preso in carico da un medico specialista e un infermiere.

I nomi dei due “gestori del caso” sono scritti, per ogni paziente, sul foglio consegnato all’accoglienza, cosicché i familiari e il medico di base sanno a chi rivolgersi per ogni contatto. Il paziente viene ricoverato in reparti dotati delle tecnologie necessarie e di personale di assistenza in grado di soddisfarne i bisogni. A determinare il ricovero in un ospedale è l’intensità di cure che può garantire.

Nei grandi ospedali con più di 600 letti si può integrare il nuovo modello con quello tradizionale “per patologia”. Mala vera rivoluzione riguarda gli ospedali con meno di 600 posti». Stiamo parlando del nuovo ospedale di Verduno? Asteggiano: «Verduno dovrebbe essere strutturato con queste linee guida. La riorganizzazione per “intensità di cure” permette di ottimizzare le risorse seguendo criteri di appropriatezza».

a.r.

Foto Marcato