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In Piemonte troppa cassa integrazione

ECONOMIA Secondo l’Osservatorio sulla Cassa integrazione (Cig) della Cgil sono poco meno di 990 milioni le ore autorizzate nei primi undici mesi del 2013 in Italia. E sono oltre 500 mila i lavoratori che hanno subìto un taglio dello stipendio pari a circa 7.000 euro ognuno. I numeri sono in linea con quelli del 2012; dal 2009 la richiesta media è pari a circa 80 milioni di ore di Cig al mese.

Elaborazione dati: Centro studi Confindustria Cuneo

 

Sono inoltre in crescita le aziende che fanno ricorso alla Cassa integrazione guadagni straordinaria: da gennaio a novembre 2013 sono state più di 5 mila, con un incremento di oltre 15 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2012. La richiesta di cassa integrazione è maggiore nelle regioni del Nord: al primo posto si trova la Lombardia, segue il Piemonte con 122.653.404 ore di Cig autorizzate per 64.149 lavoratori. Gazzetta ne ha parlato con Marco Ricciardi, segretario della Cgil di Cuneo.

Che cosa dice l’analisi dei numeri, Ricciardi?

«Stiamo subendo le conseguenze di un sistema che, utilizzando gli ammortizzatori sociali, ha inciso sulla produttività, senza uscire dalla crisi; le conseguenze sono drammatiche sia sull’occupazione che sulla condizione delle persone, giovani, donne, pensionati e ultracinquantenni espulsi dal lavoro. A questo si aggiungono i problemi del Paese: il debito pubblico e la ricchezza sottratta dall’evasione fiscale. Le politiche realizzate dai governi che si sono succeduti hanno, in alcuni casi, peggiorato la situazione».

Che cosa occorre?

«Sono necessarie politiche nazionali ed europee non improntate solo al rigore quanto alla costruzione di un nuovo modello economico. L’Italia deve confrontarsi con i Paesi emergenti, ai quali vanno estesi i diritti. Viviamo in un’epoca in cui la competitività, l’eccesso di domanda e la presenza di settori ormai saturi ci obbligano a una selezione degli investimenti e a una ridiscussione sull’orario di lavoro».  m.a.

 

Nel 2013 le ore di cassa integrazione in provincia di Cuneo sono arrivate a 10,3 milioni

Elaborazione dati: Centro studi Confindustria Cuneo

 

Cuneo chiude il 2013 con la maglia nera a livello regionale e si conferma tra le province più in difficoltà anche a livello nazionale, nonostante il calo del ricorso all’integrazione salariale nel mese di dicembre. I dati confermano come la crisi in Granda sia arrivata dopo ma abbia avuto effetti devastanti.

Secondo i dati diffusi dall’Inps e rielaborati dal Centro studi di Confindustria Cuneo, la provincia di Cuneo risulta quindi essere la peggiore del Piemonte e tra le più in crisi a livello nazionale.

Sono poco più di 637 mila le ore autorizzate di cassa integrazione nel mese di dicembre, per un totale di 10,3 milioni dall’inizio dell’anno, segnando il +34% rispetto al 2012. Risultati, questi, che fanno di Cuneo la provincia piemontese più penalizzata dal ricorso ai trattamenti di integrazione salariale, conseguenza, soprattutto, della pesante incidenza della cassa straordinaria (+213% rispetto allo scorso 2012). Il provvedimento ha riguardato soprattutto i comparti tessile (+292%), carta, stampa, editoria (+255%) e lavorazione minerali non metalliferi (+188%).