A lezione di cucina nel castello

RODDI “Terra cooking school”. Non poteva chiamarsi diversamente la “Scuola internazionale di cucina del tartufo bianco d’Alba”, inaugurata venerdì scorso. Terra è il luogo dove il magnifico tartufo bianco nasce e rende grande il nostro territorio. Il Comune di Roddi, insieme alla Barolo & castles foundation, all’Accademia FoodLab e all’Ente turismo ha aperto le porte dei locali nel castello di Roddi per fare conoscere sempre di più ai turisti il paese e il territorio.


La scuola di cucina, come hanno affermato all’unisono l’europarlamentare Alberto Cirio, il presidente della fondazione Tino Cornaglia, gli eredi di Giacomo Morra, e i vari personaggi pubblici presenti, è un luogo dove il turismo diventa protagonista grazie all’enogastronomia e al tartufo, capace di unire le diverse realtà del settore per dare agli appassionati le eccellenze del territorio.
Come verrà proposta lo spiega Federico Crova, titolare della FoodLab di Torino che gestirà la scuola di cucina: «Da anni insegniamo la vera cucina a turisti, aziende alimentari, appassionati, e futuri cuochi. Il nostro modo di operare, che attueremo anche qui, è quello di proporre un apprendimento che possa far divertire le persone. La cucina è passione, creatività, cultura: ai fornelli si fa esperienza. Avremo modo di collaborare con i produttori locali per offrire sempre la qualità che il territorio sa dare».
«Per Roddi e il territorio albese è un grande giorno», aggiunge il sindaco Roberto Giacosa. «È l’inizio di un nuovo percorso che conferma come il lavoro delle persone che guardano al futuro paghi sempre. Il nostro paese si conferma attivo per la valorizzazione del tartufo e del comparto enogastronomico e, grazie alla Regione, alle fondazioni delle Casse di risparmio di Cuneo, Alessandria e Torino, all’Unione dei Comuni, alla Barolo & castles foundation, al Centro nazionale di studi sul tartufo, all’Ente turismo e all’Ente fiera finalmente abbiamo tagliato il nastro per la scuola di cucina. Un doveroso grazie ad Alberto Cirio, Bruno Ceretto, Tino Cornaglia e a tutte le persone che si sono impegnate».
Nei prossimi mesi verrà reso noto il calendario dei primi appuntamenti e sarà inaugurato il museo dedicato a Giacomo Morra, voluto dalla famiglia che ha già messo a disposizione alcuni storici cimeli del personaggio che fece conoscere al mondo il tartufo bianco d’Alba.

Livio Oggero