Cantiere di Verduno senza pace, i lavoratori dell’Alba-Bra senza stipendio da mesi minacciano lo stop

Un'immagine dello sciopero dello scorso anno dei lavoratori Alba-Bra

VERDUNO A poco più di una settimana dalla pubblicazione del serrato crono programma, presentato nel dettaglio in esclusiva a Gazzetta nel cantiere di Verduno che a giugno, nei piani della direzione generale Asl Cn2, dovrebbe contare oltre duecento lavoratori, ecco le prime magagne per Danilo Bono e la sua squadra.

Il sindacato Filca-Cisl, tramite il referente di zona Francesco Biasi, a nome dei dipendenti, ha inviato una lettera all’azienda Alba-Bra scarl (gruppo Matarrese), che si occupa dei lavori edili all’interno del nosocomio di Verduno.

Gli stessi lavoratori che poco più di un anno fa scioperarono per i ritardi nel pagamento degli stipendi, tornano all’attacco e chiedono: «L’immediato pagamento di tutte le spettanze arretrate e il versamento della relativa quota in cassa edile».

Scaduto l’ultimatum: «Vogliamo un riscontro entro mercoledì 31 maggio altrimenti saremo costretti a non prestare attività lavorativa. I dipendenti dovranno, per tanto essere ricollocati in cassa integrazione straordinaria, già approvata dal Ministero del lavoro. La sospensione riguarda tutto il personale operaio, sia locale sia trasfertista, che impiegatizio».

Sul tavolo da saldare rimarrebbero 4 mesi di stipendi per due operai, la mensilità arretrata di aprile per altri sei, ma soprattutto ben 8 mensilità arretrate per gli 8 impiegati della Alba-Bra con mancati versamenti in cassa edile per un anno per tutti gli operai della società.

Il rischio concreto è che senza gli operai edili ci possa essere un nuovo rallentamento nei lavori del cantiere.

Marcello Pasquero