Migliora la classifica di Asti, ma le criticità sono ancora troppe

Il sindaco Maurizio Rasero ha nominato la Giunta. Marcello Coppo sarà il vice

QUALITÀ DELLA VITA Nella classifica annuale del Sole 24 ore sulla qualità della vita nei capoluoghi di provincia, Asti è risalita di sei posizioni assestandosi al sessantesimo posto su 107. La città ha superato Alessandria (62ª), ma è ancora molto indietro rispetto agli altri capoluoghi del Piemonte come Cuneo (28ª), Torino (38ª), Biella (41ª), Vercelli (46ª), Verbania (48ª) e Novara (52ª).

Il dato peggiore è l’indice nella classifica dei laureati: Asti è al 103° posto su 107 con 24,4 laureati ogni mille residenti di età compresa tra 25 e 30 anni. Tra i dati migliori Il sole 24 ore segnala una scarsa litigiosità, indicata dalle cause civili (19ª posizione) e dalle poche cause pendenti ultratriennali, che vedono Asti sul sesto gradino. Sul fronte della giustizia si registra una durata media dei processi civili di 180,5 giorni che offre ad Asti il 14° posto, tra Alessandria e Cuneo.

Come ogni anno la classifica scatta una fotografia delle città e del loro benessere tramite 42 indicatori. Nel campo della ricchezza e dei consumi, Asti si posiziona al 40° posto, mentre per affari e lavoro è al 55°. Alla voce ambiente e servizi Asti si attesta al 75° posto, ma riprende quota sul fronte della giustizia e della sicurezza posizionandosi in quindicesima posizione, tra Rovigo e Cuneo. Sul fronte dell’economia Asti è trentesima in classifica per le imprese registrate (11 ogni 100 abitanti) ed è trentaquattresima per tasso di occupazione, con un 65,4 per cento di occupati tra 16 e 64 anni. Preoccupante, invece, il dato nella classifica delle start up innovative che la vede al 99° posto. Non va bene anche la classifica sull’aspettativa di vita media, con la città che si ferma all’83° posto con 82,1 anni (la prima in classifica, Firenze, ha 84 anni). Con 7,1 bambini nati ogni mille abitanti, Asti si attesta al 61° posto per tasso di natalità e occupa il 101° in quello di mortalità, con 13,9 decessi ogni mille abitanti.

Deludente, per una città che vuole puntare sul turismo, il dato sulla permanenza media nella strutture ricettive: due notti, che piazzano Asti soltanto al 98° posto della classifica nazionale.

Paolo Cavaglià

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