Per la campagna Insieme ai sacerdoti la Cei sceglie i fratelli Garrone, parroci a Bra

BRA La campagna di comunicazione della Cei per le offerte insieme ai sacerdoti è in corso su stampa, web e tv, con lo spot che ha per protagonista don Diego Conforzi, giovane parroco romano di sant’Ugo, seguito nella sua giornata tipo per illustrare il grande impegno quotidiano dei sacerdoti, dalle visite agli anziani alla pastorale giovanile, dal soccorso ai più poveri all’altare dove eleva il calice. Tra i 35 mila preti diocesani sostenuti nella missione con le offerte per il sostentamento ci sono sacerdoti come don Gilberto e don Giorgio Garrone, fratelli nella vita e nella fede e parroci a Bra.

Don Gilberto Garrone

«La nostra grande sfida? Aprire luoghi di inclusione dove il ricco condivida spazi e tempo con il povero», spiega don Gilberto Garrone a Sovvenire, il trimestrale di informazione sul sostegno economico alla Chiesa, «dove gli opposti imparino a stare insieme, dove ci si torni nuovamente a parlare». Parroco dell’Unità pastorale 50, che raccoglie in provincia di Cuneo (e in diocesi di Torino) le parrocchie di Bra, Bandito e Sanfrè, don Gilberto, a 57 anni, con il fratello don Giorgio, di 5 più giovane, gestisce anche la Cittadella della Carità di Bra, nella parrocchia di San Giovanni Battista. Centro di ascolto, mensa, emporio, orti sociali, la Cittadella è l’esempio di quanto conti il tornare a parlarsi. In questo caso è avvenuto tra i sacerdoti di Bra, gli operatori Caritas e gli amministratori comunali. «Ogni territorio deve saper rispondere concretamente alle marginalità», prosegue don Gilberto. «A un dentista, a esempio, non devo chiedere solo di pregare, ma di destinare un’ora al mese del suo tempo per una persona bisognosa. Così anche il non credente sente che può dare un contributo importante».

Inclusione e concretezza sono parole d’ordine per questo sacerdote, che con suo fratello ha ricevuto anche l’incoraggiamento di papa Francesco per il loro ministero di testimonianza cristiana attraverso le opere. Alla sera si ritrovano nella casa parrocchiale di sant’Andrea apostolo, a Bra. «Essere fratelli ci aiuta tanto perché abbiamo un sentire comune», sorride don Giorgio,  «anche se a volte capita di discutere. Ma così deve essere tra tutti i confratelli. Noi sacerdoti dobbiamo imparare a lavorare insieme, a volerci bene, ad aiutarci». Per questo 7 anni fa don Gilberto e don Giorgio avevano chiesto al Vescovo di vivere un’esperienza comunitaria con altri due preti. Sogno esaudito solo in parte, per la carenza di sacerdoti. «La Chiesa, quando crea spazi di comunione autentica, diventa fermento», interviene don Giorgio. « E questo vale per tutti i cattolici, siamo chiamati ad essere lievito tra tanta farina». Nel loro piano di carità c’è anche una forte componente educativa. Come nel caso di un originale e rilevante proposta per gli studenti spesso soli, con i genitori che lavorano. La mensa dei giovani è stata appena aperta a Bra, nella parrocchia di samt’Andrea: dalle 13.30 alle 18, i ragazzi possono consumare un pasto caldo o semplicemente mangiare il proprio panino in compagnia, anziché soli in una casa vuota. «Anche questa è povertà», conclude don Giorgio. «Un ragazzino di prima media che sta a casa solo fino a sera. O i casi emersi di giovani che stavano male per denutrizione. Succede a Bra, non chissà dove. Qui dev’esserci una Chiesa in uscita. Papa Francesco ce lo ricorda, e così ha sempre detto il Vangelo».

Don Giorgio Garrone

L’iniziativa ha come obiettivo quello di continuare a diffondere la conoscenza delle offerte insieme ai sacerdoti destinate all’Istituto centrale sostentamento clero. L’anno scorso 78.289 fedeli hanno effettuato una donazione per il sostentamento dei sacerdoti. Non molte se paragonate al numero dei cattolici italiani, ma Offerte comunque molto preziose in quanto rappresentano uno strumento perequativo e di solidarietà nazionale, scaturito dalla revisione concordataria del 1984, per sostenere l’attività pastorale dei 35mila sacerdoti diocesani. Infatti da 30 anni essi non ricevono più uno stipendio dallo Stato ed è responsabilità di ogni fedele partecipare al loro sostentamento, anche attraverso queste offerte. Nel 2017 sono state raccolte 102.820 Offerte, per un totale di 9.609.811,21 euro.

Le offerte per i sacerdoti sono diverse da tutte le altre forme di contributo a favore della Chiesa cattolica, perché espressamente destinate al sostentamento dei preti diocesani. Le donazioni vanno a integrare la quota destinata alla remunerazione del parroco, proveniente dalla raccolta dell’obolo in chiesa. Ogni curato infatti può trattenere dalla cassa parrocchiale una piccola cifra (quota capitaria) per il suo sostentamento, pari a circa 7 centesimi al mese per abitante. In questo modo, nella maggior parte delle parrocchie italiane, che contano meno di 5 mila abitanti, ai parroci mancherebbe il necessario. Le offerte e l’8 per mille vengono allora in aiuto alla quota capitaria.

Le offerte sono un passo ulteriore nella partecipazione: comportano un piccolo esborso in più, ma indicano una scelta di vita ecclesiale. Tuttora le offerte coprono circa l’1,8% del fabbisogno e per remunerare il clero diocesano bisogna ancora far riferimento all’8 per mille. Ma il loro significato indica un’ulteriore consapevolezza e partecipazione alla vita di tutte le comunità italiane, oltre che della propria. I contributi versati vengono inviati all’Istituto centrale sostentamento clero di Roma, che li distribuisce equamente tra i preti diocesani. Assicura così una remunerazione mensile che va dagli 870 euro netti al mese per un sacerdote appena ordinato, fino ai 1.354 euro per un vescovo ai limiti della pensione. Le Offerte oggi sostengono anche circa 3 mila preti ormai anziani o malati, dopo una vita spesa per il Vangelo e per i fratelli, oltre che circa 600 missionari nel Terzo Mondo. Il contributo è deducibile fino ad un massimo di 1.032,91 euro l’anno. Per informazioni: www.insiemeaisacerdoti.it.

Banner Gazzetta d'Alba