In Piemonte più lupi che nel resto dell’arco alpino

In Piemonte più lupi che nel resto dell’arco alpino

IL CASO L’uomo e il lupo possono convivere sulle Alpi e nei nostri territori? Si possono contrastare le predazioni sugli animali grazie a squadre di intervento sul campo e sistemi di prevenzione efficaci, o sulla base di un programma condiviso fra diversi soggetti internazionali? Sono queste le domande a cui vuole rispondere positivamente il progetto Life WolfAlps Eu, rilanciato dalla Commissione europea, che ripartirà nelle prossime settimane e durerà fino al 2023.

Il tema delle predazioni dei lupi tocca da vicino le nostre zone  ed è una problematica molto sentita dagli allevatori. Del resto, i dati sul fenomeno del 2018 disegnavano una situazione delicata, a partire proprio dal Piemonte. In provincia di Cuneo i lupi, dopo aver occupato tutto il territorio montano, hanno raggiunto anche le zone collinari e pedemontane. Sulle Alpi italiane nel 2017-2018 si stimava una presenza di almeno 293 esemplari. Secondo i monitoraggi la parte più consistente della popolazione alpina di lupi si trova proprio in Piemonte, dove era stimata la presenza di 33 branchi e 2 coppie, per un totale di almeno 195 esemplari, presenti tra le province di Cuneo, Torino e Biella (19 branchi e una coppia nella Granda, 13 branchi e una coppia in provincia di Torino e un solo nuovo branco in provincia di Biella).

Il progetto Life WolfAlps Eu, che amplia un’analoga iniziativa conclusa nel 2018, è molto ambizioso: ci saranno 19 partner (non solo italiani, ma anche sloveni, francesi e austriaci), oltre a 100 istituzioni di supporto. Tra gli obiettivi del programma, c’è quello di lavorare sul tema della coesistenza tra uomo e lupo in maniera trasversale e su più livelli, in modo da raggiungere sia il grande pubblico che gli specialisti. Si svilupperanno azioni concrete per la conservazione della specie: dalla prevenzione degli attacchi sugli animali domestici al contrasto delle uccisioni illegali, dalla valorizzazione del lupo in chiave ecoturistica al controllo dell’ibridazione, dalla comunicazione ad ampio raggio, all’organizzazione di workshop per coordinare la gestione alpina, passando per un monitoraggio della specie, condotto grazie a un coordinamento tra i vari soggetti internazionali.

Il budget complessivo del progetto è di circa 11 milioni di euro. Le aree protette delle Alpi marittime, soggetto beneficiario coordinatore di Life WolfAlps Eu con un budget di circa 2 milioni di euro, hanno previsto di dedicarne il 45 per cento al supporto agli allevatori e per l’acquisto di sistemi di prevenzione. Le risorse rimanenti saranno destinate ad azioni di comunicazione, educazione ambientale, ecoturismo e monitoraggio.

Negli ultimi anni, in alta Langa, sono diventati sempre più frequenti gli attacchi alle pecore, tanto che, di recente, l’ultimo allevatore colpito (Franco Allaria, di Murazzano) aveva provocatoriamente dichiarato di voler avviare un allevamento di lupi e lasciar perdere gli ovini. Ma quanti sono gli animali da allevamento vittime degli attacchi dei lupi? I dati, reperiti dal programma dell’Anagrafe veterinaria regionale, ce li ha forniti Franco Rinaudo, veterinario dell’Asl Cn1. Dal primo gennaio al 30 settembre di quest’anno, in provincia di Cuneo, ci sono stati 60 attacchi da lupo. Nel settore ovino, quello più diffuso in alta Langa, risultano 53 capi deceduti, 5 feriti e due dispersi. Tra i caprini, le vittime degli attacchi sono state 10 (2 feriti e 2 dispersi), mentre tra i bovini i capi uccisi sono stati 24, con 2 feriti. Tra le vittime c’è anche un cane. Rinaudo sottolinea che il periodo in cui si registra il maggior numero di attacchi è quello estivo, in concomitanza con l’alpeggio, ma ci sono anche, in misura minore ma non trascurabile, casi di predazione di animali al pascolo in terreni di pertinenza aziendale.

Daniele Vaira,

Corrado Olocco

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