Buoni postali: i risparmiatori recuperano decine di migliaia di euro

Cosa significa scegliere di affidare i propri soldi a una banca etica?

BRA L’avvocato Alberto Rizzo di Bra, a seguito di due distinti ricorsi presentati innanzi all’Arbitro Bancario Finanziario, ha visto accogliere gli stessi con conseguente condanna a carico di Poste Italiane di corrispondere ai risparmiatori quanto risultante nella tabella posta nel retro dei buoni fruttiferi, e non i minori importi che aveva determinato Poste.

Buoni fruttiferi postali: attenzione a quanto viene rimborsato
L’avvocato Alberto Rizzo di Bra

Il Collegio di Torino, confermando la tesi difensiva dell’avvocato Alberto Rizzo, ha riconosciuto che la modifica in pejus dei tassi di interessi non è applicabile ai buoni postali sottoscritti in data successiva alla modifica intervenuta con Decreto Ministeriale del 13.6.1986, e riportanti ancora i maggiori rendimenti: in questo caso, infatti, sono da considerarsi prevalenti le condizioni riportate nella tabella posta sul retro del buono postale rispetto a quelle dettate dal regolamento istitutivo e valutando come prioritaria la tutela dell’affidamento del risparmiatore.

Conseguentemente i risparmiatori, che in un caso erano titolari di 4 buoni da lire 2.000.000 ciascuno sottoscritti nel 1987, e nell’altro erano titolari un buono da lire 1.000.000 e di 4 buoni da lire 2.000.000 ciascuno, tutti del 1988, si sono visti riconoscere nel primo caso ben 103.000 euro, al posto dei 58.000 euro inizialmente corrisposti da Poste, e nel secondo caso 117.000 euro al posto dei 71.000 euro calcolati sempre da Poste.

L’avvocato Alberto Rizzo segnala, ancora una volta, la necessità per tutti i risparmiatori che hanno sottoscritto buoni postali, a partire dal 14.7.1986, di far esaminare gli stessi per verificare se gli importi corrisposti o determinati da Poste Italiane sono effettivamente quelli dovuti in base alle consolidate e chiare pronunce della Cassazione e dell’Arbitro Bancario Finanziario.

 

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