I 43 ponti di Alba sono sicuri?

INFRASTRUTTURE/1 Nelle scorse settimane abbiamo riportato alla luce il caso del ponte Albertino sul Tanaro ad Alba, i cui lavori di consolidamento potrebbero essere appaltati nel giro di sei mesi, dopo un’attesa lunga quasi dieci anni, durante i quali la Provincia di Cuneo ha progettato interventi da 1,4 milioni di euro e la Regione, tramite la sua società Scr, ha reperito le risorse necessarie. Questa infrastruttura, per quanto nevralgica, non è l’unica in città. Abbiamo pertanto tentato di fare il punto sugli altri manufatti simili. La buona notizia, non banale considerando che in Italia sono centinaia le strutture di cui non si conosce il proprietario, è che il Comune ha realizzato una relazione dettagliata.

Purtroppo, ce n’è stata fornita una versione sintetica, che non mostra lo stato di salute dei singoli ponti. Tuttavia, si possono desumere indicazioni interessanti.

Ad esempio, abbiamo scoperto che il 24 agosto 2018, a distanza di dieci giorni dal crollo del ponte Morandi di Genova, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha avviato con la massima urgenza «un’azione di monitoraggio sullo stato di conservazione e manutenzione dei ponti, richiedendo che entro il primo settembre di quell’anno venissero segnalati gli interventi necessari a rimuovere condizioni di rischio, corredando le relative segnalazioni di adeguata attestazione e indicazioni di priorità», come si legge nel documento redatto dalla ripartizione dei lavori pubblici dell’Ufficio tecnico comunale.

Nell’immediato, il Comune ha avviato le prime procedure di verifica visiva dei ponti di propria competenza, riguardanti sia la viabilità primaria che quella secondaria. Nello specifico, «sono state visionate le planimetrie sulle quali sono indicati i ponti da ispezionare», si legge ancora nel documento. «Inoltre, sono stati individuati gli enti competenti, ovvero Anas, Provincia, Comune e Ferrovie dello Stato, e sono state predisposte apposite schede contenenti tutte le informazioni utili per evidenziare i livelli di sicurezza o di ammaloramento e degrado, in modo da individuare le priorità per le necessità di miglioramento della sicurezza».

Dati alla mano, sul territorio comunale sono state individuate 43 infrastrutture da monitorare, che interessano praticamente tutte le aree della città, comprese le frazioni e le rampe di accesso alla tangenziale, che peraltro hanno recentemente subito interventi di sistemazione. Al termine delle verifiche visive, le schede compilate dai tecnici comunali, corredate da foto, sono state trasmesse alla Provincia per gli accertamenti di competenza. A seguito di queste informazioni raccolte, si è stabilito che 31 ponti verranno analizzati dalla società 4emme di Torino, mentre le operazioni di rilievo e censimento sulle dodici strutture rimanenti saranno gestite direttamente dal Comune.

Pur non avendo accettato di entrare nel dettaglio, l’assessore comunale alla viabilità Massimo Reggio ha affermato che «al momento non sono necessarie manutenzioni urgenti», eccezion fatta per il ponte in legno di via Santa Margherita, sul quale sono in corso lavori di sistemazione proprio in questi giorni. «Tuttavia», ha concluso Reggio, «il Comune è attivo nel monitoraggio di tutte le infrastrutture e nella programmazione delle manutenzioni ordinarie e straordinarie».

Enrico Fonte

INCHIESTA: QUANDO LA STRADA È “SOSPESA”