14mila metri quadri di boschi vanno in gestione ai trifolao

14mila metri quadri di boschi vanno in gestione ai trifolao

SOMMARIVA PERNO/POCAPAGLIA L’allarme del presidente dell’Associazione tartufai delle rocche del Roero, Tino Marolo, è ben motivato: «Se non si interviene immediatamente, sul nostro territorio i tartufi scarseggeranno. Le aree tartufigene sono in diminuzione: è doveroso tutelare quelle esistenti ed è interesse generale farle crescere, sempre nel rispetto dei regolamenti forestali». Secondo i dati diffusi dal sodalizio, sebbene oggi le aree boschive siano maggiori rispetto a cinquant’anni fa, i territori non coltivati non sono in realtà veri e propri boschi, ma aree degradate invase da arbusti e rovi, dove il tartufo non trova spazio. A fronte di una situazione simile, l’associazione roerina si è immediatamente attivata e il 7 marzo è stato firmato un accordo per la gestione in comodato d’uso gratuito di circa 14mila metri quadri complessivi di bosco, siti tra Sommariva Perno e Pocapaglia. Questo grande terreno non coltivato, in parte già piantumato e in parte da pulire e ripiantumare, diverrà una zona a vocazione tartufigena. Prosegue il presidente: «Il proprietario è un privato che ci ha affidato il proprio terreno a patto che noi ce ne prendessimo cura. Questo è un grande passo, speriamo sia il primo di molti altri».

La prima giornata di pulizia “Salviamo le tartufaie del Roero” si è tenuta proprio il 7-8 marzo. I 44 volontari attivi nell’associazione si sono divisi in sei squadre, operando in zone diverse per la pulizia e la manutenzione delle tartufaie. Durante le prime due giornate sono state messe a dimora 330 piantine a vocazione tartufigena, tra cui pioppi Carolina, pioppi neri, pioppi bianchi e tigli. I singoli volontari stanno inoltre procurando altre piante che favoriscono la crescita del tartufo, come il biancospino, il sambuco, il cappello da prete, la roverella e il salicone. La seconda giornata di pulizia, programmata per il 14 marzo, è stata ovviamente rinviata a data da destinarsi.

Conclude Marolo: «Bisogna pensare al futuro. Il nostro scopo statutario non è solo promuovere il prodotto, ma anche salvaguardarlo. Prima che le piante formino l’ambiente adatto alla crescita del tartufo possono passare dai 10 a 30 anni: bisogna agire in fretta». Le rocche del Roero sono riconosciute come una delle tartufaie più estese e pregiate. La volontà dell’associazione è di ripartire da un piano mirato di manutenzione e di pulizia dei boschi, condiviso anche dai Comuni delle rocche, che consenta di estendere le aree tartufigene e di ridurre il rischio di perdere una così rinomata ricchezza territoriale.

Federico Tubiello

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