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Sandra, dal Brasile ad Alba per ricostruirsi l’esistenza

Sandra, dal Brasile ad Alba per ricostruirsi l’esistenza

8 MARZO Quando Sandra parla, si sente la musicalità dell’accento sudamericano, anche se ha lasciato il Brasile da più di vent’anni. Era il 24 settembre del’94 quando ha salutato la sua città d’origine, a circa quattro ore da Belo Horizonte, per trasferirsi a Torino, a casa di una zia. Dopo aver vissuto in altre città piemontesi, è arrivata ad Alba. Quarantanove anni, Sandra è una donna con alle spalle una storia non facile: «Mi sono sposata molto giovane, all’età di diciassette anni. Poi sono nate le mie figlie, che oggi sono grandi. Quando ho lasciato il Brasile, dopo essermi separata da mio marito, le ho affidate per un anno a mia nonna, in attesa di trovare una situazione stabile in Italia», racconta. «Quando uno straniero pensa all’Europa, si immagina una situazione in cui tutto vada per il meglio, tra lavoro e condizioni economiche migliori. Quando sono arrivata a Torino, mi sono scontrata con la realtà e ho dovuto fare i conti con tante difficoltà, legate al fatto di non essere indipendente: vivevo con la famiglia di mia zia e non conoscevo la lingua, così mi sono rimboccata le maniche». Sandra ha iniziato a lavorare come badante e nel frattempo si è sposata una seconda volta, ma il matrimonio non è andato a buon fine. «Dopo aver pensato per tanti anni che una donna non potesse farcela senza un uomo, mi sono resa conto di dover fare fede su me stessa». Oggi Sandra lavora in una struttura per anziani come addetta al servizio alberghiero, ma sta studiando per completare la terza media e accedere al corso per diventare operatrice sociosanitaria. «Mi sono scoperta una donna forte: il mio percorso non è stato facile, ma sono felice e soddisfatta della mia libertà e di ciò che sono riuscita a costruire».

f.p.

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