Con Paolo Tibaldi scopriamo il significato della parola piemontese “Lapassòt”

Lapassòt: Farfaraccio (tussilago farfara), lapazio, tossilaggine, pianta erbacea medicinale perenne.

Parliamo di una pianta erbacea perenne: possiamo trovarla tutto l’anno in aperta campagna, specie da queste parti. Si tratta del lapassòt, comunemente conosciuto come farfaraccio, ma anche pié d’asino, lapazio o tossilaggine. Sempre di lapassòt si tratta.

Il nome scientifico tussilago farfara, deriverebbe dall’uso antico di questa pianta nel campo della medicina popolare fino a non molto tempo fa: funzionava proprio a far passare la tosse. I primi riferimenti si trovano già negli scritti di Plinio il Vecchio. Il ricorso all’utilizzo del Farfaraccio era una pratica dai benefici curativi assicurati. Pianta con proprietà diuretiche e depurative, il lapassòt posizionato sul ventre, attenuava sino a far scomparire completamente l’infiammazione.

Anche l’etimo in senso stretto della parola piemontese lapassòt non è meno sorprendente. Partiamo dal latino, lappacea, traslitterazione del greco lapazein, che significa sciogliere il ventre. Grazie al Repertorio Etimologico Piemontese, ecco confermata anche in questo caso la sua utilità medica plurisecolare.

L’aspetto di queste piante è erbaceo e un po’ cespitoso. L’altezza varia da 10 a 30 cm. La forma biologica della pianta prevede che porti le gemme in posizione sotterranea da cui si dipartono radici e fusti aerei dal rizoma grosso, strisciante e fusto eretto. I capolini sono brunastri e le foglie cuoriformi piuttosto grandi hanno color verde-glauco sopra e bianco-tomentoso sotto.

Questa pianta, in Piemonte non è soltanto chiamata lapassòt, ma c’è anche chi l’ha battezzata cojàss (inteso come dispregiativo di còj, per l’analogia ben più grezza della pianta del cavolo), oppure c’è chi la identifica come pé d’òca (per la morfologia delle foglie che ricorda l’arto palmato delle oche).

Il lapassòt viene pronunciato nella commedia Ciarlatan di Oscar Barile durante l’esilarante incursione di due improvvisati operatori sanitari che debbono vendere un’enciclopedia medica; si riveleranno autentici filibustieri appena si comincia a parlare del prezzo. Quanto mi manca il Teatro!

Paolo Tibaldi