Il caos dei tamponi rapidi arriva alla commissione sanità

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PANDEMIA I test rapidi non vanno inseriti assieme a quelli molecolari tra i dati comunicati quotidianamente dalle regioni al Ministero della salute così dal riepilogo del 18 dicembre spariscono circa 230mila tamponi fatti in Piemonte.

«Il comportamento del Piemonte nella gestione e trasmissione dei dati, da inizio pandemia a oggi, è stato di assoluta correttezza», ha sostenuto l’assessore alla sanità della Regione, Luigi Genesio Icardi, che ha poi illustrato la situazione nel corso dei lavori della commissione sanità del Consiglio regionale. In una lettera inviata al Ministero i vertici regionali precisano che «Il Piemonte si è adeguato alla richiesta di inviare i soli dati relativi ai test molecolari, ma a livello regionale prosegue con la registrazione e comunicazione di tutte le positività, indipendentemente dalla tipologia del test», molecolare o antigenico. L’assessore Icardi chiede «un immediato allineamento dei dati del bollettino nazionale con quanto previsto sui test antigenici a livello europeo».

«Il caos tamponi mette in risalto due aspetti gravi: il deficit di tamponi molecolari in Piemonte (che la nostra Regione si porta dietro da mesi) sommato alla scarsa trasparenza e poca collaborazione della Giunta piemontese a ogni livello istituzionale (dal Consiglio regionale ai rapporti con Governo ed enti nazionali, come la Protezione Civile)», scrivono in una nota i consiglieri 5 stelle Francesca Frediani e Sean Sacco. «Al netto dell’interpretazione delle circolari ministeriali, resta sul campo l’incapacità del Piemonte a garantire un numero adeguato di tamponi molecolari. Siamo nettamente indietro rispetto alle altre regioni sia del Nord che del resto del Paese. Un record negativo che si trascina da inizio pandemia. Oggi in commissione sanità abbiamo inoltre chiesto un approfondimento in merito al contagio nelle scuole e alle misure preventive che saranno messe in atto», concludono i pentastellati.

«Non è vero che la circolare del 30 ottobre indicava come validi i test rapidi per individuare i positivi, ma si limitava ad auspicare, solo per alcuni specifici casi, un aggiornamento della definizione di caso confermato in relazione all’utilizzo dei test antigenici rapidi senza una conferma con test molecolari soprattutto in presenza di situazioni con link epidemiologico», spiegano in un comunicato Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi uguali verdi e Daniele Valle, consigliere regionale Partito democratico dopo la riunione della commissione sanità del 21 dicembre.

«Restano pertanto aperti diversi interrogativi: tra i 21 indicatori considerati dal Ministero per l’individuazione del colore delle zone, vi è la percentuale di tamponi positivi escludendo le attività di screening e il re-testing. Questo indicatore per il Piemonte, togliendo dal denominatore oltre 200mila  tamponi eseguiti, cambia? Il suo cambiamento avrebbe potuto comportare determinazioni differenti sul colore assegnato al Piemonte?», si chiedono i consiglieri di opposizione annunciando interrogazioni sul tema nel prossimo Consiglio regionale.

«Il numero dei tamponi giornalieri processati dai nostri laboratori è troppo basso eppure il Piemonte è secondo solo alla Lombardia per numero di ricoverati e di morti pertanto l’unica spiegazione è che non siamo ancora in grado di capire dove siano i contagiati e di isolarli. È tempo di assumersi le proprie responsabilità senza dare la colpa ad altri; non è l’ora di minacciare querele a chi, anche da semplice cittadino, chiede alle Istituzioni pubbliche semplicemente trasparenza», continuano Grimaldi e Valle.

«Se il Ministero riterrà opportuno nel prossimo futuro cambiare la modalità di raccolta e invio dei dati non potremo che essere felici, non abbiamo nessun pregiudizio sull’utilizzo dei test antigenici per fare contact tracing – avevamo addirittura chiesto di effettuare un monitoraggio di tutta la popolazione utilizzando quei tamponi – il punto è aver utilizzato e pubblicizzato dati diversi e non omogenei rispetto alle altre Regione senza che nessuno l’abbia mai autorizzato», concludono i consiglieri di opposizione nel comunicato.