Il Piemonte stanzia 41 milioni per case di riposo e strutture assistenziali

I sindacati: «Rsa, promesse non mantenute»

SOCIOASSISTENZA E SANITÀ  Sono mesi che le residenze per anziani del Piemonte e le altre strutture residenziali indirizzano appelli alla Regione per ricevere un sostegno economico immediato, a fronte di una situazione sempre più complessa: da un lato l’aumento delle spese da sostenere, tra dispositivi di protezione e nuove esigenze, ma dall’altro anche un calo drastico delle rette, per mancati nuovi ingressi a causa del Covid-19 e purtroppo in certo casi anche decessi. È così che, durante la conferenza stampa di venerdì 18 dicembre, la Regione ha svelato i dettagli del contributo straordinario a favore delle strutture residenziali di tipo sanitario e socio-sanitario piemontesi: dalle rsa alle strutture per disabili, ma anche le comunità per minori, per i tossicodipendenti e per i pazienti psichiatrici.

Una realtà di 1.800 strutture, con 52 mila ospiti e quarantamila lavoratori

Ad annunciarlo, il presidente della Regione Alberto Cirio: «Era il 30 marzo quando abbiamo istituito uno specifico osservatorio regionale per le strutture residenziali, insieme ai Prefetti e ai rappresentati delle varie categorie, così da avere un monitoraggio costante sulla situazione. Parliamo di una realtà variegata, che nella nostra regione riunisce 1.800 strutture, 40mila lavoratori e 52mila ospiti. Se guardiamo alle sole strutture per anziani, si tratta di 772 realtà, con 29mila lavoratori e 40mila anziani». Settimana dopo settimana, da tutte le province sono aumentate le richieste di aiuto: «Alla luce della complessa situazione economica che si trovano ad affrontare moltissime strutture e visto il grande ruolo che svolgono in ambito sociosanitario, abbiamo deciso di intervenire con uno stanziamento straordinario di 41 milioni di euro, tutti esito di risorse regionali, senza alcun indebitamento o modifica di altre voci di bilancio: in questo momento, rappresenta per la Regione uno sforzo non da poco, ma riteniamo sia fondamentale aiutare i nostri anziani e le persone più fragili».

Trenta milioni alle strutture accreditate e dieci a quelle autorizzate

Della cifra complessiva, 30 milioni di euro saranno destinati alle strutture accreditate dalla Regione e 10 milioni alle strutture autorizzate. Come ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali Chiara Caucino, “le strutture convenzionate riceveranno complessivamente 20 milioni per il 2020 e 10 milioni per il 2021 sotto forma di integrazione delle tariffe degli ospiti, pari a 2,65 euro per giornata per le strutture per anziani, 1,5 euro per le strutture per disabili, psichiatrici e minori, e a 1,2 euro per le strutture che ospitano persone affette da tossicodipendenza: con questo contributo, si potranno coprire le spese principali sostenute per affrontare l’emergenza Covid-19, come quelle per la sanificazione, per i dispositivi di protezione e per la messa in sicurezza degli ambienti”. Alle strutture autorizzate verrà invece riconosciuto un contributo una tantum per posti letto autorizzati al 30 novembre dell’anno in corso, per un totale di 10 milioni di euro: 6,3 milioni serviranno alla copertura dei consumi di energia elettrica e sono stati ricavati dalla quota che i concessionari dei grandi impianti di derivazione idroelettrica devono versare alla Regione, mentre 2milioni di euro derivano dal fondo per l’edilizia sociale e 1,8 milioni provengono dal fondo per i dirigenti regionali, che hanno scelto di destinare parte del loro compenso all’emergenza.

A queste cifre, si aggiunge un milione di euro, che permetterà alle 26 aziende pubbliche di servizio alla persona di essere esentate dal pagamento dell’Irap, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso. A concludere il discorso, l’assessore alla sanità Luigi Icardi, che ha precisato che «la Regione è riuscita recuperare i fondi che le aziende sanitarie locali non hanno speso per via della sospensione di molte attività a causa del Covid: grazie a queste decisioni, siamo riusciti a scendere in campo con un intervento importante a favore delle strutture, evitando così un aumento delle rette e un ulteriore peso da reggere per i famigliari degli ospiti in questo anno di crisi».

Francesca Pinaffo

 

 

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