Truffa ai danni dello Stato: arrestato l’ex sindaco di Santo Stefano Roero assieme alla segretaria e a due tecnici

I conti non quadrano neppure nell’Unione Roero, tartufo e Arneis?

SANTO STEFANO ROERO Le manette sono scattate questa mattina (martedì 29 giugno) per Renato Maiolo: l’ex primo cittadino è accusato, assieme alla compagna Anna De Napoli, Segretario del centro roerino, di Dogliani, Priocca, Rodello, Belvedere Langhe e Montaldo Roero e, fino al 2019, di Vezza d’Alba, di truffa aggravata ai danni dello stato, falso morale e materiale in atti pubblici e turbativa d’asta. All’ex amministratore, in carica fino al 2019, eletto vicesindaco nella giunta guidata fino alle dimissioni, nel settembre 2020, da Giuseppe Costa, sono contestati anche i reati di peculato, minacce e porto abusivo d’armi.

Le indagini, condotte dalla Guardia di finanza di Cuneo (denominate operazione Feudo) e coordinate dal sostituto procuratore di Asti Davide Lucignani, erano iniziate in seguito all’accertamento da parte della Corte dei conti di Torino, di un passivo da un milione e 300mila euro per le casse comunali, che si era risolto con il commissariamento dell’Ente, affidato al viceprefetto Lorella Masoero dallo scorso settembre. Ricostruendo le cause del passivo le Fiamme gialle hanno documentato un sistema fraudolento, messo a punto dall’ex sindaco e dalla compagna, assieme a due professionisti, un geometra e un architetto anch’essi raggiunti da ordinanze di custodia cautelare, per richiedere e indirizzare i finanziamenti pubblici ricevuti dall’ente (quindici milioni di euro negli ultimi quindici anni) verso opere pubbliche inutilizzate la cui progettazione, con importi talora gonfiati, veniva affidata agli stessi tecnici compiacenti.

Nel dettaglio l’inchiesta ha acclarato la costruzione di un’area camper priva di una strada d’accesso e di impianti sportivi, finanziati con un mutuo e realizzati su un’area già destinata alla medesima funzione. Vasto il panorama di illeciti personali contestati, durante la sindacatura, a Renato Maiolo:  si va dall’appropriazione dell’auto, in dotazione all’ente, a cene prestigiose organizzate per ospiti di rilievo pagate con i fondi pubblici,  all’esecuzione di lavori sui propri terreni i cui importi sarebbero stati addebitati, in seguito, al Comune. La falsificazione dei documenti contabili avrebbe consentito di reiterare le condotte, assieme alle intimidazioni, strumento utilizzato verso i dipendenti comunali per ottenere quanto richiesto. I finanzieri hanno sequestrato a scopo preventivo, ai quattro indagati, beni per un ammontare di 70mila euro

Davide Gallesio

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