Abitare il piemontese: scopriamo il significato di patanù

Scopriamo perché la stufa in piemontese è detta potagé

PATANÙ Svestito, Nudo, spoglio; povero, pezzente. Varietà di pesca: nettarina o pesca noce.

Una delle attività agricole più significative del Piemonte è rappresentata dalla coltura del pesco: a quest’albero i contadini del Roero affidarono le loro speranze di riscatto economico di fronte alle difficoltà incontrate a fine Ottocento. Infatti, nel paese di Canale fu istituito il mercato del pesco che divenne di fama europea. Il legame affettivo che lega i peschicoltori a questo frutto è testimoniato dai fantasiosi nomi attribuiti alle varietà: beicme ben (guardami bene), sangioànn (San Giovanni), lenìn, giaun e ross (giallo e rosso), tabachere e via dicendo.

Le deliziose pesche entrano come voce importante non solo nei bilanci economici, ma anche nel lessico familiare, addirittura nella medicina popolare mediante antiche ricette. Se dunque la parola di oggi è patanù, non è soltanto per le alte temperature che invitano a un abbigliamento leggero, ma una varietà di pesche in piemontese porta proprio questo nome, pèrsi patanù. Si tratta della pesca noce o, meglio ancora, della pesca nettarina. L’aggettivo patanù è dovuto al fatto che la buccia risulta liscia e lucida, sprovvista di quella leggera peluria che caratterizza pressoché tutte le altre varietà del frutto.

Si pensa che l’etimologia della parola composta patanù possa avere una base germanica, dove paita indica una veste; la base pre latina invece indica il lemma Patta come un pezzo di tela o di stoffa (in piemontese pàta=toppa). È decisivo sapere che la desinenza più probabile attinge nuovamente dal latino con nudum, cioè nudo.

Patanù paid eȓ dì ch’o ȓ’è mnì aȓ mond (nudo come il giorno in cui è nato) è il termine per esprimere la nudità fisica. Invece patanù paid in vaȓm (nudo come un verme) è una metafora per descrivere un povero pezzente, privo di denaro. Attenzione a quando si sente il femminile di patanù, poiché il modo di dire tochesse ȓa patanuva, non è affatto impudico: significa soltanto stringersi la mano, una parte del corpo sempre ignuda.

Abitare il piemontese tornerà a fine mese: buone vacanze!

Paolo Tibaldi

 

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