Cheese apre con il premio alla Resistenza casearia intitolato a contadina etiope uccisa

Bozze e prove varie. NON CANCELLARE 12

BRA Il premio di Resistenza casearia ha aperto la 13ª edizione di Cheese, la rassegna internazionale del settore lattiero caseario organizzata a Bra da Slow Food e dal Comune. Da quest’anno il premio è intitolato alla memoria di Agitu Ideo Gudeta, la contadina e imprenditrice agricola di origini etiopi assassinata, nel dicembre scorso, dal custode della sua azienda, in Trentino. Il primo premio di Resistenza casearia è andato a Angela Saba, responsabile del Presidio Slow Food del Pecorino di latte crudo della Maremma.

La pandemia nel 2020 «ha segnato un punto di rottura ma allo stesso di accelerazione del cambiamento, ma adesso bisogna rendere i ragazzi protagonisti. Da tutti noi, i giovani si aspettano moltissimo, non solo in termini di provvedimenti ma soprattutto di coinvolgimento, si aspettano una rivoluzione di cui vogliono essere artefice». Così la ministra per le politiche giovanili, Fabiana Dadone, all’inaugurazione della 13ª edizione di Cheese, rassegna internazionale del settore lattiero caseario dove il mercato dei produttori si unisce a iniziative di politica agricola. «I ragazzi – ha aggiunto Dadone- vanno coinvolti nei processi decisionali. Al Ministero sto portando avanti questo metodo, che ritengo costruttivo e utile. Per realizzare la transizione ecologica si devono creare movimenti dal basso, per riempire quelli che altrimenti rischiano di restare concetti vuoti. Quale Italia vogliamo? Quella, ad esempio, dei piccoli borghi dove i ragazzi possano tornare a vivere e lavorare, e quindi dotare quei borghi di piccoli negozi di vicinato, servizi, trasporti, con una un’organizzazione del lavoro che coniughi vita e lavoro.

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«Se il modello è raggiungere gli obiettivi di prima, pagheremo un dazio ben più salato di quello della pandemia Covid. Dopo tre secoli di rivoluzione industriale, questo è un momento storico, un passaggio epocale. Ma la transizione ecologica deve partire dal basso, Slow Food si batterà perchè dal 2022 entri in tutti i comuni, affrontando tutti i temi legati a questo passaggio indispensabile». Così Carlo Petrini, fondatore e presidente di Slow Food, all’inaugurazione di Cheese, la rassegna dedicata al settore lattiero-caseario con un programma culturale che spazia dal benessere animale alle condizioni di vita di pastori e allevatori. «I partiti politici non l’hanno ancora capito – ha aggiunto – ma sono slow, ci arriveranno. La transizione ecologica non può limitarsi a essere solo un ministero, deve essere condivisa da milioni e milioni di persone, deve partire dal basso coinvolgendo in prima persona i cittadini, le associazioni».

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