Lunedì 18 chiuderà lo sportello Intesa Sanpaolo di Monticello. Proteste del Comune e dei cittadini

Lunedì 18 chiuderà lo sportello Intesa Sanpaolo di Monticello. Proteste dei cittadini
Amministrazione comunale e cittadini avevano protestato contro la chiusura.

MONTICELLO Dopo la chiusura del primo sportello Intesa Sanpaolo nel 2020, sparirà da Monticello un altro importante servizio. Il secondo sportello bancario di Intesa Sanpaolo, in piazza Martiri della Libertà (ex-filiale di Ubi banca acquistata nel 2020 dal gruppo Intesa), chiuderà lunedì 18. Per protestare contro la chiusura, questa mattina è sceso in piazza Martiri un nutrito gruppo di persone in rappresentanza della comunità monticellese per ribadire la centralità dei servizi nei luoghi meno popolati. «Uno sportello bancario rappresenta un punto di attenzione e servizio alla popolazione. Chiuderlo con una logica esclusivamente di profitto, significa dimenticare il ruolo sociale dell’impresa, un fattore fondamentale per una crescita sostenibile e profittevole», ha dichiarato il sindaco Silvio Artusio Comba. «Capisco bene le necessità finanziarie, ma qui vengono ignorati il capitale sociale e le ricadute a lungo termine. Bisogna investire sul futuro. Il nostro territorio, per i problemi con le infrastrutture e l’età della popolazione, non può appoggiarsi esclusivamente sui servizi informatici. Inoltre, nelle dinamiche di una piccola comunità come la nostra la presenza fisica dei servizi sul territorio sarà sempre necessaria», ha aggiunto il sindaco.

Lunedì 18 chiuderà lo sportello Intesa Sanpaolo di Monticello. Proteste del Comune e dei cittadini

Evidenziano Roberto Colombero (presidente Uncem Piemonte) e Marco Bussone (presidente nazionale):  «Oggi a Monticello c’erano simbolicamente tutti i sindaci d’Italia impegnati contro la smobilitazione dei servizi.  Abbiamo voluto come Uncem per l’ennesima volta guidare una protesta che è della gente, dei territori. Noi e i sindaci stiamo in piazza con le comunità, forti di idee, proposte, progetti, condivisione e dialogo. Le banche stanno soltanto a piazza Affari. Per questo chiediamo al Governo e al Parlamento di intervenire e guidare un processo che permetta di ripensare, ridefinire, mantenere il ruolo delle banche sui territori. Poste ha già fatto questo percorso, come stabilito dalla legge sui piccoli Comuni. Le banche la stanno ignorando quella legge. Torneremo in piazza e se le banche vorranno ascoltarci, dopo aver bloccato le chiusure nei paesi, abbiamo molte proposte da fare per un vero patto con i territori e le comunità».

Federico Tubiello

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