Non aprite gli allegati delle e-mail inviate dal falso direttore di Europol

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TRUFFE ON-LINE Nuova campagna di false e-mail nell’ambito del phishing (tipologia di truffa effettuata su Internet per carpire informazioni e dati), apparentemente inviate dalla Direzione generale della Polizia giudiziaria, Direzione protezione minori.

Il testo risulta a nome di una personalità di spessore, cioè Franco Gabrielli (prefetto ed ex capo della Polizia, dal primo marzo di quest’anno autorità delegata per la sicurezza della Repubblica e del tutto estraneo ai fatti in questione). Nelle e-mail, i malintenzionati lo citano quale direttore di Europol, commissario di divisione, capo della Brigata per la protezione dei minori (Bpm).

Nello specifico, si legge nel testo che «Gabrielli contatterà i destinatari poco dopo un sequestro informatico di cyber-infiltrazione (autorizzato in materia di pedopornografia, pedofilia, cyber-pornografia, esibizionismo e traffico sessuale dal 2009), per informarli che sono oggetto di diversi procedimenti legali in vigore».

Gli esperti della Polizia postale spiegano: «In realtà, si tratta di false e-mail finalizzate, verosimilmente, a carpire dati personali, richiedere pagamenti non dovuti oppure a infettare i dispositivi della vittima con pericolosi virus informatici».

Raccomandando, quindi, di non dare alcun seguito alle e-mail in questione, la Polizia postale ricorda di evitare di entrare in contatto con i truffatori e di astenersi dal fornire i propri dati personali o dall’aprire qualunque tipo di allegato.

m.z.

Anche a Gazzetta è arrivata una email truffa simile

Come per gran parte dei tentativi di truffa digitali non ne esiste una sola versione ma circolano contemporaneamente numerose varianti, con minime differenze l’una dall’altra. Quella arrivata nei giorni scorsi a Gazzetta segue lo stesso canovaccio del tentativo di phishing illustrato sopra. Almeno nella versione che abbiamo da poco ricevuto i furfanti si sono aggiornati e firmano la missiva con il nome dell’attuale capo della Polizia, e non dell’ex, come nei tentativi segnalati le scorse settimane.

Non aprite gli allegati delle e-mail inviate dal falso direttore di Europol

Basta una lettura superficiale del testo, ricco di errori di battitura, per capire che si tratta di un tentativo di truffa: la lettera non è indirizzata a una persona specifica; non è datata e non riporta riferimenti a numeri di protocollo del mittente cosa molto insolita per un documento ufficiale; si parla di convocazione ma non vengono indicati, giorni e luoghi e orari;  le credenziali di chi firma sono alquanto insolite con qualifiche al Ministero, nella Polizia e nei Carabinieri in capo alla stessa persona; per non avere un effetto più pauroso sul destinatario nel testo vengono infilati anche Europol e Tribunale creando un intricato polpettone di enti e competenze; le comunicazioni di natura legale riportano i numeri degli articoli di legge interessati senza citare il contenuto delle norme; da tempo negli uffici pubblici italiani le lettere non vengono più firmate a penna ma si usa la firma digitale e mille altri dettagli.

Da dove proviene il tentativo? Ci ha insospettito l’uso ripetuto del termine siber e cercando sui dizionari online compare la traduzione dal turco: siber = cibernetico.

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