Dal sindaco di Bra il primo sì al museo dedicato alle due confraternite

BRA Un museo che raccolga pezzi della ultracentenaria storia delle due confraternite braidesi: quella della Misericordia (Battuti neri) e quella della Santissima Trinità (Battuti bianchi), per proporre all’ammirazione dei visitatori, suppellettili, documenti, paramenti sacri, oltre che qualche pezzo di pregevole valore artistico. Lo hanno immaginato i due presidenti con i rispettivi direttivi: nel caso dei Battuti neri, mentre si sta riordinando l’archivio storico, si stanno già accantonando elementi utili per essere esposti: si va dagli aspersori ai candelieri, dai paramenti ai documenti storici.

Dal sindaco di Bra il primo sì al museo dedicato alle due confraternite

Roberta Comoglio, presidente del sodalizio, spiega: «Il museo dovrebbe essere collocato in una zona centrale, per poter essere fruito dal maggior numero di visitatori possibili. Al sindaco Gianni Fogliato, insieme ai confratelli bianchi, proporremo di riservarci una sala nel centralissimo palazzo Garrone, che sarà ristrutturato grazie ai fondi del Pnrr». Il vicepresidente dei Battuti bianchi, Giovanni Mulassano, commenta: «Con il compianto fra Luca, che era il nostro celebrante della Messa domenicale, si era messo mano all’imponente archivio, che si stava riordinando. Purtroppo la sua repentina scomparsa ci ha un po’ bloccati, ma quanto prima riprenderemo il lavoro. Accantonando, come i colleghi dei Battuti neri, oggetti che possano essere esposti nel museo».

Naturalmente i tempi per una simile operazione non sono così rapidi: occorrerà intanto avvisare la Soprintendenza per avere il permesso di spostare oggetti e carte; poi sarà necessario disporre della sala per studiare una disposizione razionale dei vari elementi.

Conclude il primo cittadino Gianni Fogliato: «L’idea del museo, che arricchirebbe ulteriormente la nostra offerta, è molto buona e la sottoscrivo subito. Per quanto concerne la sede, dovremo fare alcuni ragionamenti in Giunta e nelle commissioni competenti, per poter decidere le destinazioni d’uso dei locali interni del palazzo».

 Valter Manzone

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