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Il boschetto cittadino raso al suolo al parco del Tanaro  

Il boschetto cittadino raso al suolo al parco del Tanaro    1

IL CASO «Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce», recita un noto proverbio. In questo caso, sono venuti meno parecchi alberi. Non sono caduti per qualche fenomeno naturale, ma sono stati mozzati alla base, con un intervento di disboscamento portato a termine ad aprile. Siamo ad Alba, a pochi passi dal centro, in una zona frequentata lungo il Tanaro, raggiungibile imboccando il sentiero che comincia dalla palestra di via Dalla Chiesa. A fianco dei due campi sportivi che si trovano alle spalle del complesso, sorgeva un boschetto. Se si guarda un’immagine satellitare, è individuabile: un polmone verde selvaggio, tra corso Nino Bixio e via San Rocco, giusto alle spalle di un edificio diroccato.

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Al posto degli alberi, oggi ci si trova di fronte a una spianata, dove sono rimasti in piedi solo alcuni rametti. Sono ricresciute le erbacce, che in parte hanno ricoperto i grossi tronchi tagliati. A completare il quadro, parecchi rifiuti, un cassone da cantiere e una piccola ruspa rimasta sul posto. Sono passati più di due mesi da quando la sezione albese di Italia nostra ha segnalato il disboscamento al Comune e al Comando provinciale dei Carabinieri forestali. Dalla scorsa settimana, i vari enti si sono messi all’opera. Il terreno in cui sorgeva il boschetto ha una superficie di 3.700 metri quadrati ed è privato (da Catasto, risulta intestataria un’impresa edile di corso Piave). L’area è classificata come ambito boschivo, pertanto soggetta a prescrizioni.

Lo spiega il maggiore Stefano Gerbaldo, comandante dei Forestali di Cuneo: «Se un terreno è classificato come giardino privato, allora l’unica norma è il regolamento sul verde del Comune. Ma, se si tratta di un’area boschiva, come in questo caso, il taglio dev’essere comunicato sul portale della Regione Piemonte». Cosa che effettivamente è stata fatta, ma non basta: «Abbiamo verificato la comunicazione. A una prima analisi, parrebbero non rispettate una serie di prescrizioni. Per esempio, per quanto i tagli siano ammessi, l’intervento sembra avere causato un disboscamento superiore rispetto a quanto ammette il regolamento forestale. Se i rilievi confermeranno le prime impressioni, si procederà con il contenzioso amministrativo e ci saranno delle sanzioni».

Il terreno rientra nell’ambito urbanistico BS3. Precisa l’assessora albese all’urbanistica Fernanda Abellonio: «Sono aree destinate a servizi, sport, gioco e parco, ma non sono state presentate richieste di sorta in Comune».

Spiega invece Valter Boffa, esponente di Italia nostra: «Era un tipico bosco di pianura. Certo, c’erano rifiuti e necessitava di manutenzione, ma aveva un grande valore naturalistico, perché ospitava una popolazione vegetale ricca, spontanea e tipica. Era una delle poche aree boscate autoctone rimaste, tra gli edifici e il Tanaro: averlo cancellato è una perdita per la collettività».

Prosegue Boffa: «Nel rispetto dei diritti del proprietario, restano aperte questioni, a partire dall’opportunità di procedere all’intervento. I lavori si sono protratti e Italia nostra lo ha segnalato ad aprile agli enti competenti: non abbiamo ricevuto risposte e ci limitiamo a fare notare che il taglio è stato totale, a prescindere da tipologia, età e dimensione delle piante». In un periodo in cui la siccità è uno degli effetti del cambiamento climatico, gli alberi sono preziosi alleati: «Purtroppo, a livello di biodiversità, esiste un forte squilibrio nella bassa Langa, con la perdita dei boschi. Ad Alba la salubrità sta peggiorando a causa di sviluppo urbano, cementificazione e consumo di suolo: per questo gli alberi vanno salvati», chiosa Boffa.

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Francesca Pinaffo

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