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Asti-Cuneo: per l’ultimo tratto settembre sarà decisivo ma i tempi si allungano

L'Osservatorio per il paesaggio: «Il Ministero chiede due tratti in trincea davanti alla tenuta di Pollenzo»

Autostrada: lavori spediti tra Roddi e Verduno ma servirà qualche mese in più per finirli 2

ALBA La Conferenza dei servizi che darà l’approvazione definitiva al lotto 2.6 stralcio A dell’autostrada Asti-Cuneo che va da Verduno a Cherasco sarà semplificata e in modalità asincrona, cioè senza una riunione plenaria ma con lo scambio di documenti, progetti e osservazioni tra gli enti interessati, entro l’8 settembre.

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che ha indetto la Conferenza, spiega che l’opera consiste nella realizzazione di un tratto di autostrada di 4,9 km che, a partire dal ponte sul Tanaro realizzato nell’ambito dei lavori del lotto 2.7 si collega nella piana di Roddi al Lotto 2.6 B da poco completato con un tracciato che alterna tratti in rilevato e in trincea.

Tra i documenti preparatori della conferenza c’è il giudizio positivo di compatibilità ambientale dei ministeri dell’ambiente della cultura rilasciato il 18 aprile che comprende numerose prescrizioni e che le procedure di esproprio sono partite con l’avviso pubblico del 24 maggio.

Il podcast: la storia dell’autostrada il 5 minuti

Non tutto quadra, però. L’Osservatorio per la tutela del paesaggio, sempre attento sulle vicissitudini dell’A33, affida a una nota alcune riflessioni partendo dal fatto che la procedura scelta, definita conferenza di localizzazione «è una novità assoluta perché non si capisce proprio cosa ci sia ancora da “localizzare”: il titolare dell’approvazione del progetto esecutivo non è il Ministero delle infrastrutture, ma quello dell’ambiente, che opera di concerto con la cultura. L’iniziativa pare fuori luogo e da ascriversi al probabile desiderio di Salvini di poter mettere anche lui il cappello sul completamento della A33».

Con la convocazione della conferenza l’Osservatorio ragiona anche sui tempi: «I lavori inizieranno probabilmente oltre l’autunno e il termine di fine 2024 per la loro conclusione, anche secondo l’amministratore delegato della società concessionaria, è un obiettivo “ambizioso”, tenuto conto dei problemi irrisolti sulla tangenziale, smentendo così il presidente Cirio che pochi giorni fa dava l’opera conclusa a maggio 2024, in concomitanza con le elezioni regionali».

L’analisi più dettagliata da parte dell’Osservatorio riguarda le prescrizioni che accompagnano il parere favorevole dei ministeri dell’ambiente e della cultura. Ecco il testo completo della nota sottoscritta da Guido Chiesa, Cesare Cuniberto, Silvio Veglio per conto del direttivo dell’Osservatorio per la tutela del paesaggio di Langhe e Roero.

La nota dell’Oservatorio

Il 19 aprile il Mase e il Mic hanno emesso un decreto con parere favorevole alla compatibilità ambientale dell’opera, condizionato però al rigoroso rispetto di ben 39 prescrizioni: la maggior parte ante operam, altre in corso d’opera ed altre ancora post operam. Prescrizioni che hanno tenuto conto in una qualche misura delle considerazioni svolte dall’Osservatorio per la tutela del paesaggio di Langhe e Roero e di altre associazioni ambientaliste e che porterebbero, se rispettate, a un miglioramento del progetto assolutamente non scontato. In particolare quelle che suggeriscono la realizzazione di due tratti in galleria artificiale lungo il tracciato e la pista ciclabile di collegamento tra le due buffer zone dei siti Unesco.

Le riassumiamo sinteticamente:

a) Valutare la possibilità che, partendo da una attenta valutazione delle quote altimetriche del tracciato, il tratto in rilevato prospicente l’ex Tenuta reale di Pollenzo, compresi i due tratti in trincea già previsti, possano essere sostituiti con tratti di galleria artificiale (realizzati scavando una trincea), allo scopo di ridurre la frammentazione fondiaria, massimizzando il ripristino, mediante il riporto di terreno e piantumazione di vegetazione autoctona, della continuità morfologica ed ecologica dei territori;

b) Per il viadotto di Verduno sia operato, in condivisione con l’Ufficio del MIC, un ulteriore perfezionamento della soluzione progettuale di dettaglio;

c) In riferimento alla compensazione connessa all’impatto generale dell’opera, si richiede che in fase di progettazione esecutiva siano previste e preventivamente condivise con l’ufficio del Mic specifiche opere di compensazione, ed in particolare:

    1. creazione in zona Mulino Ruggeri di un’area di sosta attrezzata e corredata di info Point, con la predisposizione di idonee strutture illustrative e di geo-orientamento;
    2. il potenziamento della pista ciclabile lungo il Tanaro e la realizzazione di un percorso ciclo-pedonale ad hoc, che metta in comunicazione la buffer zone del sito Unesco dei “Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe Roero e Monferrato” con il sito Unesco “Residenze sabaude – Complesso Carlo-albertino di Pollenzo”, se possibile attraverso la realizzazione di un percorso ciclo-pedonale a passerella che utilizzi le strutture residue del ponte carlo-albertino;
    3. la realizzazione di idonea armonizzazione e qualificazione estetica delle porzioni di terreno sottostanti il viadotto, anche valutando la creazione di un percorso coperto e adeguatamente allestito integrato alla sentieristica locale, al di sotto del piano autostradale;

d) Siano eseguite le indagini archeologiche in estensione in corrispondenza delle aree in cui sono emersi elementi di interesse archeologico. Sia eseguito il controllo archeologico continuativo alle opere di scavo nelle aree sopra descritte in cui è da ritenersi probabile la presenza di attività di frequentazione in epoca pre-protostorica e romana;

e) Sia in generale garantita la continuità dei percorsi rurali storicamente consolidati;

f) Infine:

    1. dovranno essere approfonditi i materiali e/o i trattamenti cromatici previsti per il paramento esterno delle opere murarie e dei vari manufatti;
    2.  dovrà essere impiegato asfalto drenante;
    3. dovrà essere effettuata la verifica sistematica e puntuale delle zone di impianto vegetazionale mitigativo ed è obbligatoriamente operata a carico del gestore autostradale la verifica di attecchimento degli interventi mitigativi vegetazionali a 5 anni, con reintegro di esemplari deceduti a spese del proponente;
    4. dovrà essere valutata la riforestazione di aree degradate o dismesse precedentemente.

Al momento sul sito del Mase non risultano pubblicati i documenti del progetto esecutivo del lotto in oggetto e quindi non è verificabile il rispetto delle prescrizioni ante operam. La scadenza per la presentazione del progetto esecutivo da parte del concessionario è prevista per il 18 luglio, salvo proroghe delle quali non si hanno, al momento, notizie.

Non è chiaro se la Conferenza dei servizi tradizionale verrà sostituita dalla “conferenza di localizzazione”: la domanda è infatti se verrà fatta una convocazione formale, “tradizionale”, oppure si convocherà in forma “semplificata” e in modalità “asincrona”, ossia senza riunione, mediante la semplice trasmissione per via telematica, tra le amministrazioni partecipanti, delle comunicazioni, delle istanze con le relative documentazioni e delle determinazioni. Questa seconda ipotesi permetterebbe di aggirare qualsivoglia ostacolo. Che cosa c’entri poi la “semplificazione” con la “localizzazione” è un mistero.

Quello che è certo è che fin quando non verrà approvato il progetto esecutivo, i lavori non potranno iniziare. Ben che vada se ne parla oltre l’autunno, come finalmente iniziano ad ammettere i responsabili dell’intervento.

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