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La compagnia Der Roche, domenica 25 febbraio, presenta una brillante commedia piemontese al Sociale di Alba

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ALBA Tanti soldi, si sa, possono anche essere causa di molti guai. Ernesto Ceresa con la sua famiglia lo prova in concreto quando si trova in una situazione all’apparenza fortunata, che ben presto si trasformerà in un incubo, quasi una vera disgrazia. È il tema della commedia brillante in lingua piemontese dal titolo Ij gran a pòrto gran-e di Tremagi che la compagnia Der Roche di Montaldo Roero porterà in scena al teatro Sociale di Alba domenica 25 febbraio, alle 17, nell’ambito della rassegna dedicata al territorio.

Il segreto della storia (che qui non sveleremo, perché tale deve restare), prende forma sul palco, diventando noto a tutti poco per volta, con colpi di scena continui, momenti esilaranti e avvincenti, fino ad assumere una veste paradossale, con un epilogo più mai che sorprendente. Gli attori si muovono in un contesto scenico incalzante, in modo da permettere al pubblico divertimento e una sana risata, grazie alla preparazione e all’attento studio dei particolari e delle movenze, oltre che della parlata in lingua piemontese.

Sono impegnati nei due atti: Valter Coraglia, Mario Saglia, Silvano Berbotto, Carlo Benedetto, Graziella Carando, Marina Bogliolo, Myriam Gussio, Carla Caviola, Daniela Cavallo, Giovanna Gramari. A luci e musica pensa Simona Rista; come aiuto regia, funzioni tecniche e trovarobe figura Corrado Bulgari.

La compagnia Der Roche è nata nel Roero nel 1995, quando un gruppo di giovani di Montaldo si è fatta tentare dall’esperienza del teatro dialettale. Come primi attori si cimentavano già Mario Saglia e Valter Coraglia con – per citare solo alcuni dei nomi storici – Nadia, Candida, Beppe, Marina, Daniela, Massimo, Carlo, Simona, Myriam, Carla, Maurizio, Lina, quasi tutti ancora sul palco, accanto a nuovi colleghi. Al momento sono in forza alla compagnia una ventina di persone, oltre ad alcuni collaboratori.

Il regista, Gian Paolo Montisci, ha fatto esperienza nella compagnia albese Marianna Torta Morolin, dopo aver frequentato per cinque anni la Scuola di recitazione della Famija albèisa, dove si è diplomato. Con la Morolin ha calcato la scena in lavori diretti da professionisti quali Massimo Scaglione, Silvia De Rossi, Sergio Chiorino, recitando testi di Shakespeare, Pirandello, Baretti, Campanile, Fenoglio e, per la regia di Vincenzo Santagata, nel Macbeth di Ionesco. Infine, ha deciso di lasciare le vesti di attore, curando la messa in scena degli spettacoli di Der Roche, dove ha cercato di portare il suo bagaglio di esperienze.

Dal 2010 la compagnia di Montaldo ha tenuto spettacoli al Toselli di Cuneo, al San Matteo di Moncalieri, alla fondazione Ferrero e al teatro Sociale di Alba; e, poi, a Carcare, Priero, Sinio, Candelo, Collareto Giacosa, oltre agli innumerevoli altri impegni nei centri del Roero e delle Langhe.

Spiega Montisci: «Una delle esperienze recenti che ha contraddistinto il gruppo, discostandosi dalle pièce in lingua piemontese, è legata a DonAlberione.com, il racconto della vita del beato Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina e uno dei primi direttori di Gazzetta d’Alba. Lo spettacolo, organizzato per la San Paolo, è stato rappresentato per due sere consecutive in occasione di Alba capitale d’impresa, organizzato da Confindustria, mettendo in luce le straordinarie capacità del sacerdote che divenne “imprenditore di Dio” nel mondo».

I biglietti si acquistano presso il teatro Sociale (il giovedì pomeriggio dalle 15 alle 18): alla libreria La Torre in prevendita, oppure on-line su www.ticket.it.

 

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