Abitare il piemontese: la parola di questa settimana è Ritȓovato (Trovata, scoperta, rimedio, invenzione)

Vuol dire trovata, scoperta, rimedio, invenzione.

I tanti significati di "Tampa", una figuraccia, ma anche molto altro

ABITARE IL PIEMONTESE Siamo di fronte a un probabile caso linguistico, quello in cui la lingua piemontese prende in prestito dall’italiano anziché il contrario come spesso succede. La parola proposta questa settimana non è infatti presente sulla maggior parte dei vocabolari piemontesi. Mi è venuto in soccorso Oscar Barile che ne ha trovata un’attestazione sul dizionario di Sant’Albino del 1859. La parola in questione è ritȓovato (pronuncia ritȓuvato). Il ritȓovato è nuova scoperta, a tutti gli effetti una trovata, che non coglie pareri troppo favorevoli tra i più risoluti, i quali ne vedevano una soluzione inutile o sconveniente. Dietro alla definizione ritȓovato, per un nuovo attrezzo, metodo o approccio, c’è quasi sempre una nota di pregiudizio negativo.

L’impressione è che la parola abbia il retrogusto del raggiro. Ritȓovato è una parola generica che allude a una chiara diffida, un sarcastico colpo di genio. Lo s’intuisce sin dal tono sofisticato e sprezzante di chi la pronuncia. I motivi possono essere diversi, non ultimo il fatto che il potenziale fruitore dell’invenzione in questione avesse già ideato da tempo qualcosa del genere, senza fare tanto parapiglia. Un altro motivo è l’aspetto economico: un ritȓovato è pubblicizzato per fare il bene di chi lo utilizza, ma finisce per fare soltanto bene a chi lo vende.

Quando la novità non è così dozzinale, allora assumerà un nome più preciso che magari racconta la sua utilità, come il tàjagȓupa (mietilega) o la lavatȓìs (lavatrice). Diversamente resterà solo un ritȓovato, una genialata forse rinunciabile: tuti ritȓovati bei e bon (tutte ragioni o marchingegni falsi e mendicati). Ecco perché la parola di oggi ha il suono della perfetta provocazione.

Paolo Tibaldi

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