Klinker Sire: preoccupazione per il futuro dell’azienda

Klinker Sire

Preoccupazione e ansia. È questo lo stato d’animo dei 200 dipendenti della Klinker Sire, azienda leader nella produzione di piastrelle, con sede a Cappellazzo di Cherasco.

Come spiega Gaspare Palermo, segretario provinciale della Filctem Cgil: «Siamo preoccupati per il ritardo nel pagamento dei fornitori, situazione questa che crea incertezza sulla possibilità di mantenere operativi gli impianti, nel caso in cui si dovesse interrompere la fornitura delle materie prime; anche il pagamento degli stipendi nel mese di gennaio è avvenuto in ritardo.

Attualmente, a rotazione, ogni settimana una quarantina di dipendenti è in cassa integrazione ordinaria, cassa che però finisce il prossimo 26 marzo. Se poi aggiungiamo anche una parziale terziarizzazione di una commessa – che, a detta dell’azienda, aveva carattere di urgenza – i motivi per essere in allarme sono molti».

E proprio in merito a questa situazione, aggiunge: «Come sindacato abbiamo chiesto maggiori delucidazioni e manifestato la nostra contrarietà rispetto all’informazione dataci dai lavoratori su alcune piccole lavorazioni date temporaneamente da fare all’esterno, ricevendo dalla Direzione una spiegazione che, seppur plausibile, non ci convince. Infatti la motivazione addotta dall’azienda è stata quella di una necessità di risposta tempestiva all’evasione di un ordine che altrimenti si sarebbe perso.

Noi però pensiamo che, in qualunque situazione e prima di terziarizzare delle lavorazioni, vada data priorità all’utilizzo del personale Sire collocato in cassa integrazione; abbiamo anche chiesto nuovamente di aprire una riflessione sulla possibilità di far rientrare lavori oggi appaltati per rispondere all’eventuale ricollocazione del personale che oggi risulterebbe in esubero».

E per giovedì 24 febbraio è stato concordato un incontro, proprio con l’obiettivo di fare una verifica sugli strumenti da adottare alla scadenza della cassa. Replica l’azienda: «Abbiamo sopportato una crisi di vaste proporzioni, che accenna appena a diminuire. Qualunque nostra decisione è stata presa non in modo unilaterale, ma sempre dopo una trattativa con le parti sindacali. Auspichiamo che anche i prossimi ammortizzatori sociali siano definiti bilateralmente».

Valter Manzone

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