I pulcini nello scatolone, senz’acqua Perché siamo così indifferenti?

Approvata la legge sulle unioni civili, è ora di sostenere le famiglie

don rizzolo antonio_q

Signor direttore, un sabato di mercato mi sono recata in un negozio di granaglie. Davanti all’emporio, esposto in bella mostra c’era uno scatolone. Dall’interno provenivano dei pigolii disperati. Ho alzato la copertura e ho notato dei poveri pulcini pigiati dentro la scatola senza un goccio d’acqua, che stavano calpestando un loro simile che era già passato a miglior vita (mai definizione fu più appropriata). Sono entrata nel negozio e, con tutto il tatto e la pazienza, ho domandato al titolare se per favore poteva portare un po’ d’acqua ai pulcini che stavano morendo di sete. Non mi sono assolutamente permessa di usare prepotenza, non ne sono capace. Sono stata invitata a guardarmi le mie cose.
Sono uscita e sono rimasta per qualche minuto vicino allo scatolone nella vana speranza che il titolare uscisse con l’acqua, dicendomi che avendo parecchio lavoro, si era dimenticato di dare l’acqua alle povere bestiole. So benissimo che da grandi diventeranno bistecche, ma almeno per quel poco che devono vivere, potessero avere acqua e cibo a sufficienza.  L’episodio mi fa sorgere una domanda: perché siamo così indifferenti?
 Maristella Bertero, Lequio Berria

 È ancora diffusa una mentalità di dominio che intende gli animali e il creato solo in senso utilitaristico. In realtà, noi esseri umani siamo i custodi del creato. E gli stessi animali hanno un valore in sé. Certo, per l’umanità mantengono anche un valore strumentale, che però viene in secondo piano rispetto a quello che hanno in quanto creature di Dio. La mentalità di dominio e sopraffazione, presente in tanti ambiti della nostra vita, fa pensare solo al proprio tornaconto e rende indifferenti verso la sorte degli altri, siano persone o animali indifesi. Come scrive san Paolo nella lettera ai Romani, «la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi», in attesa di essere «liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio». Un primo passo verso la liberazione futura possiamo farlo non restando insensibili verso qualsiasi essere vivente che soffre.

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