Nuova vita per le borgate in pietra

MOMBARCARO «Quando vi sono giunta per la prima volta, una quindicina di anni fa, Valtortagna era una borgata disabitata da cinquant’anni. Dentro le case c’erano alberi che arrivavano fino al tetto. Solo una delle antiche abitazioni si poteva scorgere, le altre erano completamente nascoste dai rovi. La strada che percorreva la frazione era molto stretta, nemmeno ricoperta di ghiaia, quasi una mulattiera». Bruna Bracco, oggi proprietaria di un relais nella borgata, racconta così la scintilla che ha fatto sì che la piccola frazione di Mombarcaro andasse incontro al percorso di recupero e rinnovamento successivo.

mombarcaro

A Valtortagna ogni edificio si porta dietro una storia: cascina Falcone (la prima a essere ristrutturata) era l’antica casa del medico del paese, abitata da mezzadri che lavoravano i terreni e coltivavano vigne rendendola una cantina, in cui si portava l’uva perché fosse lavorata, avendone in cambio il vino, prima che il fenolo dell’Acna segnasse la fine della produzione vinicola valbormidese: «Dove arrivava la nebbia, l’uva prendeva odore», ricordano nella zona. Poi c’è la vecchia scuola, oggi in procinto di diventare un affittacamere.
Spiega il geometra Franco Barbiero, progettista dell’intervento di recupero: «Oggi l’opera a Valtortagna sta per essere terminata: mancano ancora quattro fabbricati per fare fede al progetto generale. Negli anni è stata chiesta dai nuovi acquirenti una variazione del Piano regolatore per spostare un po’ le volumetrie e poi si è proceduto con interventi mirati. Gli edifici sono stati ristrutturati con tecniche e materiali tipici dell’alta Langa e con particolari innovativi inseriti nel contesto. I nuovi abitanti si sono procurati i servizi, facendo costruire acquedotti, fognature, cementando la strada poi asfaltata dall’Amministrazione comunale, costruendo i muretti lungo la via che conduce alla frazione e facendo ripristinare la linea elettrica».
La posizione di Valtortagna favorita da un flusso di aria di mare, la rende una “piccola riviera”, dove si coltivano e crescono diverse piante, compresi gli ulivi», aggiunge la signora Bracco. Una borgata che rifiorisce (con tanto di nuova numerazione civica: le abitazioni sono “Casa 1”, “Casa 2”, ecc.) non può che festeggiare: con questo spirito lo scorso luglio è nata la “Festa di Valtortagna”, un modo anche per gli stranieri neoresidenti di integrarsi nella comunità.
Anche a Lunetta è in atto un importante recupero da parte di una famiglia italiana: «Si è in cerca di una soluzione per ottenere un parcheggio agibile, considerata la strada particolarmente stretta che percorre la borgata», conclude il geometra Barbiero.

Debora Schellino

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