Dall’Ariston di Sanremo alla cattedrale di Alba

ALBA Renzo Rubino (all’anagrafe Oronzo Rubino), 27 anni, cantante pugliese che ha incantato l’Ariston di Sanremo per ben due volte, la prima, nella categoria “Giovani”, vincendo il premio della critica dedicato a Mia Martini e nel 2014 piazzandosi al terzo posto con il brano Ora, sarà il grande protagonista della serata di sabato 19 dicembre di “Le Notti della Natività”. Alle 21 il cantautore (ma guai a chiamarlo così) si esibirà nella cattedrale di San Lorenzo. Gazzetta l’ha incontrato.

Renzo Rubino AnsaSarà la tua prima volta ad Alba? «Sì, conosco molto bene le Langhe, ne ho sentito parlare, ho visto programmi dedicati alla vostra zona, apprezzo il tartufo e il Barolo, ma non sono mai stato ad Alba e, a dirla tutta, non vedo l’ora».
Quando è nata la tua passione per la musica e perché hai deciso di fare proprio il musicista?
«In realtà non ho ancora scelto, per me la musica rimane prima di tutto un gioco, ma anche una missione, tutto tranne un lavoro. La mia passione è nata da bambino. A casa di mia nonna c’era un pianoforte a muro, molto scordato, quello è diventato il giocattolo più grande che avevo a disposizione, quindi ho iniziato a giocare con questo pianoforte e nel tempo mi sono appassionato alla musica in generale».
Puoi anticiparci qualcosa sul concerto che terrai nel Duomo di Alba?
«Posso anticipare che io sarò il più emozionato di tutti. L’ultimo mio live risale a gennaio, al Blue note
di Milano. È seguito un lungo periodo di pausa per preparare il nuovo album e ora non vedo l’ora di tornare a esibirmi. Mi piace anche il fatto di suonare in una cattedrale, il luogo del silenzio per antonomasia, cercherò di portare una grande energia. Il mio sarà un omaggio al Natale, un termine spesso abusato e violentato, spero di riuscire a ricreare il vero spirito natalizio».
Vuoi fare un augurio agli albesi?
«In un momento come questo, auguro di riscoprire i valori dell’unità e dell’altruismo e invito a essere aperti al prossimo. Augurio e invito che estendo anche al 2016 sperando si riveli un anno più sereno».

m.p.

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