Polveri sottili: a Bra aria inquinata per 54 giorni

BRA «Dal 1° gennaio all’8 dicembre i braidesi hanno respirato aria inquinata per 54 giorni. In queste giornate si è dunque superato il limite giornaliero delle polveri sottili, ovvero la concentrazione di Pm10 è stata superiore a quella prevista dalla legge che definisce 50 microgrammi per metro cubo».

traffico braidese

Questo ennesimo grido d’allarme è lanciato dall’ambientalista braidese Gianni Rinaudo, che cura il blog “Spiriti liberi” sul quale annota l’andamento di questo fenomeno, che purtroppo continua a regalare a Bra una poco invidiabile posizione nella graduatoria delle città più inquinate della regione. E poi continua: «La stessa legge dice che le giornate in cui si registrano superamenti possono solamente essere 35 nel corso dell’anno. E tutto ciò avviene a causa delle condizioni climatiche che ormai mutano quotidianamente e perché l’Amministrazione non sta facendo nulla per migliorare la qualità della nostra aria».
Scorrendo i dati dell’Arpa si nota che nel periodo tra il 30 novembre e la festa dell’Immacolata (8 dicembre) sono stati ben 9 i giorni consecutivi in cui si è verificato il superamento della soglia giornaliera delle polveri fini, con una media di 70 microgrammi al metro cubo. Recenti studi dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) hanno appurato che le particelle Pm10 hanno la capacità di attaccare l’apparato respiratorio e di entrare nel circolo sanguigno, provocando un aumento di mortalità per ictus, infarto e tumori polmonari.
Conclude Rinaudo: «La causa principale di questo disastro è imputabile al traffico e alla presenza di troppi semafori in città. L’Amministrazione comunale, invece di pensare all’interramento dei binari per eliminare il passaggio a livello, con una spesa che supera i 50 milioni di euro, potrebbe attivarsi per togliere il semaforo dell’ospedale, che blocca il traffico per 30 minuti ogni ora. Con una concentrazione di emissioni che è spaventosa. Quest’opera potrebbe comodamente essere realizzata con meno di mezzo milione di euro».
Valter Manzone

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