Degiacomi per la presidenza della fondazione Cassa di risparmio di Cuneo

CUNEO C’è fermento nei palazzi del potere cuneese, dove è entrata nel vivo la partita per il rinnovo del Consiglio generale della fondazione Cassa di risparmio di Cuneo.

antonio degiacomi
Entro il 12 marzo sedici enti della provincia dovranno designare i ventidue consiglieri generali (a cui se ne aggiunge uno, del mondo sportivo, scelto tramite bando) per il mandato 2016-2019, che terminerà ad aprile 2020. Il Comune di Alba, come Mondovì e la Provincia di Cuneo, ha diritto a designare due persone, tre sono invece quelle spettanti al Comune di Cuneo.
Dopo l’esame delle sedici candidature arrivate in piazza Duomo, la scelta del sindaco Maurizio Marello è ricaduta sull’ex assessore comunale Antonio Degiacomi e sulla psicologa Donatella Croce. Per Croce si tratta della prima esperienza nell’ente cuneese, mentre per Degiacomi è la conferma, dopo un quinquennio da vicepresidente. <EM>Non solo. Per l’ex presidente dell’Ente fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba potrebbero aprirsi le porte della presidenza.
Marello lo vede infatti come successore di Ezio Falco, in scadenza ad aprile, dopo due mandati consecutivi. «Sarà l’assemblea a decidere ma Degiacomi ha i numeri per guidare la fondazione Crc grazie all’esperienza acquisita da vicepresidente e da assessore provinciale, alla visione che supera i confini albesi, alla capacità di mediazione e al rigore etico», afferma Marello.
Chissà se la pensa allo stesso modo chi lo aveva criticato quando era alla guida dell’Ente fiera oppure a Mondovì, dove dopo le presidenze dell’albese Giacomo Oddero e del cuneese Falco pare si spinga con decisione per un numero uno di quella zona.
Il papabile pareva il leader della Camera di commercio di Cuneo Ferruccio Dardanello, originario proprio di Mondovì, ma le nuove regole sull’età – che impediscono agli over 70 di far parte del Consiglio di amministrazione (ma non del Consiglio generale, dove l’età massima è di 75 anni) – lo hanno tagliato fuori. I monregalesi potrebbero così virare sul tributarista Gianni Genta, nonostante sia cuneese.
Si profila comunque uno scontro, magari anche con altri candidati. Inevitabile, se si pensa che la Fondazione, nata nel 1992, gestisce un patrimonio netto di 1.300 milioni di euro e distribuisce nella Granda per attività filantropiche e di sviluppo economico contributi dall’importo annuo complessivo intorno ai 20 milioni. Senza contare che la presidenza porta nelle tasche di chi la possiede quasi 93 mila euro (lordi) l’anno. Enrico Fonte

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