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Il congedo? Facciamo a metà tra mamma e papà che lavorano

Papà alle prese con le pappe, che cambiano pannolini e fanno il bagnetto ai propri piccoli, papà che li accompagnano a scuola, a calcio e al catechismo. Alcuni si danno anche ai lavori domestici in compagnia dei figli. E altri ancora si prendono la “maternità”.

Succede nell’albese. Racconta Fausto: «Sono sempre stato presente e ho cercato, per quanto possibile, di occuparmi di Matilde in tutte le sue attività. Nelle piccole cose in casa, quando era piccola: l’ho imboccata, le ho raccontato le favole prima di andare a dormire, le ho sempre cambiato i pannolini, già in ospedale. Anzi, il primo gliel’ho cambiato proprio io, dato che mia moglie aveva avuto un parto cesareo e faticava ad alzarsi. Insomma, ho cercato di esserci, sempre. Oggi mia figlia frequenta la quarta elementare e quasi sempre l’accompagno a scuola. Quando va a danza invece passo a prenderla dopo il lavoro e non mi sono mai perso un saggio!».

«Non c’è niente di più divertente di fare la pasta in casa con i miei figli!». Daniele, quarant’anni, infermiere, due bambini di sei e quattro anni, si è inventato un’attività un po’ particolare per trascorrere del tempo con i propri figli. «Pizza, torte, biscotti; quando sono a casa ci mettiamo tutti e tre il grembiule e cominciamo a impastare. Loro si divertono e si sentono utili; la qualità del tempo che passo così, giocando e nello stesso tempo insegnando loro qualcosa, è impagabile. Comunque, credo di essere sempre stato un genitore presente. Compatibilmente con i miei orari, che talvolta sono un po’ strani, ma mi lasciano tempo libero anche lungo la giornata, li ho seguiti all’asilo, nelle loro attività, a casa. Non credo di essere mai stato severo; anzi, a dirla tutta chi porta disciplina in casa è mia moglie più di me».

E capita anche che la mamma abbia un’attività in proprio e sia difficile prendersi tanti mesi di maternità. Così hanno scelto di fare, per l’imminente arrivo della loro prima bimba, Barbara e Fabio. Spiega Barbara: «Non è una vera e propria maternità, che viene concessa ai papà solo in casi particolari, ma un congedo parentale. È fruibile da entrambi i genitori nell’arco dei tre anni di età e sono in tutto sei mesi al 30 per cento dello stipendio. Siccome io sono autonoma, abbiamo deciso che starò a casa i primi due mesi, poi Fabio si prenderà tre mesi di congedo per accudire la piccola. Lui è molto contento, non troppo preoccupato, almeno per ora – la bimba nascerà in aprile –; poi vedremo come organizzarci. Saranno loro a venirmi a trovare al lavoro».

Cristina Borgogno