Se la casta non si trova

Il 31 gennaio Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, è stato iscritto nel registro degli indagati: avrebbe sottratto 13 milioni di euro dalle casse del partito per fini personali. Il fatto ha riportato sotto i riflettori non solo il tema dell’affidabilità dei politici, già molto scalfita, ma anche l’equivoco sistema dei rimborsi elettorali. Ma che cosa accade a livello locale? Abbiamo ascoltato alcuni rappresentanti dei partiti: non solo per registrare le loro opinioni, ma anche per fotografare i flussi di denaro che muovono. Poco, a sentire loro. La “casta”, da Alba, appare affare dei livelli alti della gerarchia politica.

ITALIA DEI VALORI.

Zeno Foderaro, coordinatore provinciale dei Giovani dell’Italia dei valori, si batte per diffondere una cultura della trasparenza. Spiega: «L’unico finanziamento che riceviamo ad Alba sono i 470 euro per l’affitto della sede. Gli euro, amministrati dalla tesoreria regionale, sono trasferiti sul conto provinciale. Per il resto, lo stipendio del consigliere comunale è a gettone: a Cuneo, ad esempio, il nostro consigliere incassa 37 euro lordi per ogni commissione e Consiglio. Se è molto attivo arriva sui 200 euro al mese. In Provincia il gettone lordo è pari a 90 euro». Foderaro sostiene siano i consiglieri regionali ad avere introiti esorbitanti, assieme ai parlamentari. Foderaro: «I costi della “casta” potrebbero essere tagliati, diminuendo il numero dei parlamentari e dei consiglieri regionali, dimezzando i loro stipendi e abolendo i privilegi. Infine, bisogna ricordare il limite dei due mandati per ogni istituzione. Non siamo più disposti a tollerare».

PARTITO DEMOCRATICO

Claudio Tibaldi, segretario del Partito democratico albese, spiega: «La nostra disponibilità economica a livello cittadino deriva dal versamento delle tessere (circa 4.000 euro l’anno) e dalle erogazioni di iscritti o simpatizzanti. Il resoconto delle entrate e delle uscite è inferiore ai 10 mila euro, ed è in sostanziale pareggio ». Tibaldi precisa come un consigliere comunale spenda almeno 20 ore al mese per seguire le sedute in piazza Duomo. E conclude: «È indispensabile ridurre i costi della politica nazionale per raggiungere gli standard europei, ed è prioritario vincolare i rimborsi a chi rendiconta le attività e ha adottato – come il solo Pd ha fatto a livello nazionale – un bilancio certificato».

POPOLO DELLA LIBERTÀ

Carlo Bo, il neocapogruppo del Pdl albese, spiega: «Per le spese ordinarie, come il volantinaggio o la pubblicità, procediamo con una minima autotassazione».  A differenza del Pd, per il Pdl è prevista una forma di monitoraggio, un organo di controllo provinciale utile a scongiurare comportamenti illeciti. Continua Bo: «Credo che i compensi che ricevono gli assessori comunali e i sindaci siano del tutto proporzionati. I costi della politica devono essere contenuti a livello nazionale. Ciò non sembra possibile: esiste una palese e gattopardesca intenzione di “voler cambiare tutto per non cambiare nulla”».

LEGA NORD

Paolo Spolaore, ex consigliere comunale e responsabile della tesoreria della Lega nord albese, assicura come nel partito viga una norma: «Ogni militante che ricopra un incarico retribuito versa una percentuale in un fondo comune, che viene utilizzato per finanziare le varie iniziative, anche in occasione delle elezioni regionali». Il Carroccio albese utilizza l’autotassazione come fonte di finanziamento. A livello nazionale, secondo Spolaore, «i costi esorbitanti non riguardano i parlamentari, ma i palazzi della politica. Ad esempio, la scorsa settimana mi è capitata sottomano la denuncia dei redditi di un commesso del Senato: circa 90 mila euro annui. Questi sono i veri sprechi».

Matteo Viberti

Foto Ansa/Ansacentimetri