Meno gettoni più casa

NARZOLE Il Comune si fa garante per fronteggiare un’emergenza sociale – nello specifico quella abitativa – e lo fa riducendo i compensi degli amministratori. «Quella abitativa è, tra tutte, una delle emergenze più frequenti e più pressanti, specie quando sono coinvolte famiglie a basso reddito con bambini piccoli. Nello specifico si tratta di una situazione nota e perdurante da tempo, cui si è provveduto trovando una casa in affitto per un anno; l’idea, tuttavia, è di tenerla a disposizione per altre situazioni analoghe: teniamo presente che in questo momento abbiamo altre 45 situazioni di sfratto a breve termine. La rinuncia ai compensi è stata dettata dalla volontà di non gravare sulle casse comunali per le emergenze socio-assistenziali, quelle a cui i servizi addetti non riescono più a fare fronte», commenta il sindaco di Narzole Fiorenzo Prever.

Si spiega così la decisione, avallata dalla Giunta comunale, di ridurre il compenso del primo cittadino e degli assessori (rispettivamente meno duecento euro per il primo e meno quindici euro per i secondi), impiegando il risparmio (circa 260 euro) per pagare l’affitto di un immobile a favore di una famiglia in difficoltà con sfratto esecutivo in corso. Gli appartamenti destinati all’edilizia residenziale erano già tutti occupati e non risultavano disponibili altre soluzioni di enti che solitamente intervengono in queste vicende (come la Caritas o la parrocchia). Si è così andati alla ricerca di una sistemazione alternativa e successivamente è stata attivata la formula del “Comune garante”: l’Amministrazione stipula direttamente il contratto per un periodo massimo di un anno e a sua volta subaffitta l’immobile ai nuclei familiari prescelti con un canone affine a quello delle case popolari impegnandosi, per il caso di mancata e tempestiva riconsegna dell’immobile alla scadenza contrattuale, al pagamento di un’indennità di occupazione pari al canone stesso per il periodo successivo. La famiglia assegnataria, in cambio, si accolla manutenzione ordinaria, utenze e tutte le altre competenze condominiali e dovrà comunque essere inserita nella graduatoria per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

«Siamo al limite dello sconforto e, come tutte le amministrazioni territoriali, avvertiamo più forte il problema del confronto e della responsabilità di fronte alla cittadinanza. Oltre a questa soluzione per la questione abitativa, stiamo lavorando anche per l’emergenza legata al lavoro, collaborando in sinergia con i Comuni vicini», commenta amaramente ancora Prever.

Miranda Ciravegna