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Tribunale: Chiamparino incontra il ministro Orlando, Alba si aspettava di più

ALBA Dopo l’incontro svoltosi quindici giorni fa con il comitato albese istituito per tentare di salvare il Palazzo di giustizia di piazza Medrford, la settimana scorsa il presidente della Regione Sergio Chiamparino è partito alla volta di Roma per affrontare con il ministro Andrea Orlando il delicato tema della chiusura dei tribunali di Alba e Pinerolo.

«È stato un colloquio utile», ha dichiarato il Governatore al termine dell’incontro, «in cui si sono approfondite diverse questioni. Fermo restando il quadro riformatore definito, il ministro Orlando mi ha informato che valuterà, nel quadro dell’ulteriore riordino del sistema giudiziario, la possibilità di mantenere quei presidi che contribuiscano a colmare i vuoti territoriali laddove questi appaiano evidenti».

Una espressione che ad Alba viene letta in modo negativo. «Nonostante l’apprezzabilissimo e autorevole intervento del Presidente della Regione», è il commento dell’avvocato Roberto Ponzio, «disarma constatare che non ci sia la volontà di correggere gli errori che pure sono clamorosi. Conforta comunque registrare che in futuro – non si sa quando – saranno colmati i vuoti di giustizia. Noi comunque rivendicheremo il nostro calpestato diritto e ci batteremo per avere non un presidio, ma una sede giudiziaria. Per prospettarla con una metafora medica, non possiamo accontentarci di un pronto soccorso ma reclamiamo un ospedale».

Di certo sotto le torri serpeggia la delusione, visto che ci si aspettava una presa di posizione più netta da parte del nuovo governo sulle criticità della riforma della geografia giudiziaria. Per il presidente dell’Ordine degli avvocati albesi Giancarlo Bongioanni «il premier Renzi sottovaluta il problema della giustizia e il nuovo ministro Orlando non sembra poi tanto meglio dei suoi predecessori. Credo che il territorio debba reagire in modo molto più forte di quanto ha fatto fino a ora e battersi fino alla fine per salvare il Tribunale di Alba».

ro.bu.