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Revisione della rete ospedaliera: la Regione modifica le sue decisioni per Asti, Mondovì e Ceva

TORINO Ci sono stati incontri con il Ministero della salute e con Agenas, insieme a due mesi di confronto con i territori attraverso le assemblee dei sindaci e consultazioni con le aziende sanitarie alla base della delibera – approvata venerdì 23 gennaio dalla Giunta regionale – che contiene importanti integrazioni al provvedimento del novembre scorso sulla revisione della rete ospedaliera.

Per Alba, Bra e Verduno non cambia nulla ma alcune modifiche coinvolgono territori vicini.

ASTI All’Asl di Asti restano confermate le specialità di radioterapia, chirurgia vascolare, gastroenterologia, centro trasfusionale e geriatria. Malattie infettive verrà messa sotto osservazione per i prossimi due anni. In tutti i casi in cui verrà meno la “Struttura complessa” resteranno garantite le attività in coerenza con l’Aso e gli altri presidi dell’Asl di Alessandria.
I servizi di natura territoriale come diabetologia, medicina legale, psichiatria, neuropsichiatria infantile, che la prima delibera non prendeva in considerazione in quanto non relativi all’emergenza-urgenza, saranno trattati negli atti aziendali.
Per quanto riguarda il presidio sanitario della Valle Belbo si conferma l’impegno della Regione a reperire le risorse per completare la struttura.

CEVA Si inserisce, rispetto alla delibera di novembre, l’assegnazione della struttura di recupero e rieducazione funzionale

MONDOVÌ Si inserisce l’assegnazione della medicina-chirurgia d’urgenza.

«La definizione completa delle unità operative complesse, semplici e dipartimentali, l’individuazione delle discipline assegnate genericamente ai presidi delle Asl – spiega l’assessore regionale alla sanità Antonio Saitta – potrà essere effettuata solo con la definizione degli atti aziendali al termine di un percorso che prevede la determinazione della rete territoriale, la definizione delle linee guida dei nuovi atti aziendali, la nomina dei nuovi direttori generali delle aziende entro fine aprile, l’approvazione dei nuovi atti aziendali».

«Abbiamo voluto garantire una maggior efficace copertura territoriale tenendo conto in particolare dei tempi di percorrenza sul territorio piemontese», aggiunge Saitta che prima della seduta di Giunta si era lungamente confrontato con i consiglieri regionali nella seduta di IV Commissione.

In conclusione l’assessore Saitta e il direttore Moirano hanno ribadito che entro giugno sarà presentato al Ministero anche il piano per la continuità assistenziale «indispensabile – precisa al’assessore – perché la sua attuazione dovrà procedere di pari passo con la revisione della rete ospedaliera. Non si taglia nessun posto letto, non si chiude nessun reparto ma si definisce il percorso virtuoso che passa da una minore ospedalizzazione ad una maggiore assistenza domiciliare in tutto il Piemonte».