Lorenzin: non faremo mancare le analisi utili

IL COLLOQUIO. Il pensiero liberale è vivo e attuale. Questo il filo che ha caratterizzato l’incontro Noi liberali: principi chiari per la politica di oggi, svoltosi sabato mattina a Casa Regina Montis Regalis a Vicoforte Mondovì, promosso dal viceministro della giustizia Enrico Costa, occasione per presentare l’associazione Noi Liberali, aperta a quanti sono convinti di applicare i valori liberali nelle scelte politiche. Tra gli ospiti di prestigio Beatrice Lorenzin, ministro della salute, che abbiamo intervistato.

Ministro, il decreto che ridurrà la spesa per accertamenti diagnostici preoccupa gli italiani. Che cosa ci dobbiamo aspettare?
«Non ci saranno tagli alle prescrizioni, i cittadini avranno accesso a tutti gli esami di cui hanno bisogno e il medico dovrà scegliere in scienza e coscienza ciò che sta prescrivendo. Gli italiani hanno il diritto di fare le analisi, se occorrono. Quelle non necessarie incidono però sul bilancio per circa 13 miliardi, che potrebbero essere utilizzati per fornire assistenza, sconfiggere le liste d’attesa e rendere più sostenibile la sanità pubblica».
Quali saranno invece le conseguenze per i medici?
«Abbiamo bisogno dei medici e dobbiamo dialogare con loro. Porterò al tavolo della Conferenza Stato-Regini la questione, così da lavorare insieme sulla parte attuativa del decreto».
Si parla molto di spesa farmaceutica e di possibili risparmi. Che cosa ne pensa?
«La spesa farmaceutica in Italia è tra le più basse d’Europa. La spesa territoriale, ovvero quella frutto dell’acquisto di prodotti sotto ricetta medica in farmacia, è sotto controllo, resta il problema di quella ospedaliera, che ha superato il proprio budget di un miliardo di euro. Proprio in questo periodo stiamo lavorando ad un tavolo tecnico che porti ad un ripensamento della governance del farmaco e della spesa farmaceutica. Sarà un lavoro molto importante, in quanto stiamo vivendo una rivoluzione farmaceutica e dobbiamo affrontare sfide ineludibili: si pensi a quella dei nuovi medicinali, tra gli altri cito quello per la cura dell’epatite. Il nostro sistema sanitario può vincere queste sfide e noi stiamo lavorando per tempo, dialogando anche con la grande industria. Questa partita, che l’Italia gioca con il numero dieci, ha come obiettivo la tutela dei cittadini di ogni ceto, affinchè non si creino divari sociali per l’accesso alle cure, anche le più innovative».
Come valuta il Piemonte in termini di sanità?
«Il presidente Sergio Chiamparino insieme a Fulvio Moirano, direttore regionale della sanità, stanno lavorando per cercare di recuperare le risorse necessarie per un corretto funzionamento del sistema sanitario locale. La qualità e i servizi, soprattutto in questa regione, dove sono sempre stati di elevata qualità, devono rimanere tali».
Manuela Anfosso