Egea lascia Alba Power, il Gruppo Ferrero unico proprietario della società che fornisce il calore per il teleriscaldamento

La centrale di Alba power

ALBA Alba Power, società che gestisce l’impianto affacciato sul Tanaro inventato per fornire energia agli stabilimenti Ferrero e calore alla rete di teleriscaldamento, è da qualche settimana totalmente in mano a Energhe, società del Gruppo Ferrero che dal 51 per cento posseduto inizialmente è arrivata al 100 per cento acquisendo il restante 49 per cento da Egea.

A riferirlo è il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle, che in seguito ad approfondimenti sulla multiutility avviati dopo che si è diffusa la notizia dell’aumento di capitale da 30 milioni di euro è venuto a conoscenza del fatto che alla fine del 2015 Egea è uscita dalla compagine sociale di Alba Power. «Il fatto costituisce di per sé già un campanello di allarme, dato che tale impianto fornisce in buona parte le calorie necessarie al sistema di teleriscaldamento che Egea  gestisce con una convenzione di monopolio stretta con il comune di Alba», dichiara il capogruppo consiliare del Movimento 5 stelle Ivano Martinetti, aggiungendo: «Ancora più grave è che nell’audizione tenutasi il 29 febbraio in terza Commissione consiliare il presidente del Consiglio di sorveglianza di Egea, Fulvio Baratella, nell’illustrare i piani industriali di Egea abbia palesemente omesso questo improvviso cambio di strategia della multiutility (società mista pubblico-privata, di cui l’ente di piazza Duomo possiede il 6,3 per cento). Dato che il Presidente del Consiglio di sorveglianza è nominato dall’Amministrazione per rappresentare gli interessi della città di Alba e degli altri comuni del territorio, questa dimenticanza è da considerarsi di una gravità assoluta e a nostro avviso occorre che il Sindaco e la Giunta facciano un attento esame circa l’adeguatezza di Baratella e degli altri membri del Consiglio di sorveglianza rispetto al compito ad essi assegnato e conseguentemente al ruolo che dovrebbero svolgere nell’interesse della comunità locale».

La replica del presidente del Consiglio di sorveglianza di Egea, Fulvio Baratella: «Si tratta della trasformazione di un rapporto industriale avvenuta in conseguenza alle condizioni profondamente variate del mercato energetico italiano ed europeo e della sua regolamentazione; queste hanno portato aziende nazionali leader del settore e a maggioranza azionaria pubblica ad annunciare la chiusura di diversi impianti il cui esercizio diventerà antieconomico. Questa operazione è stata correttamente valutata e approvata dal Consiglio di sorveglianza che, tramite il sottoscritto,  ha sempre informato l’Amministrazione. L’operazione è stata poi anche correttamente condotta dalle due aziende proprietarie di Alba Power che, anche grazie al diretto interessamento del sindaco Marello, hanno assicurato, più esattamente prolungato, l’alimentazione energetica dei due partner e della rete del teleriscaldamento della città. Anche in questo caso si è affermato un modo di lavorare che, nel rispetto di quanto è stato fatto nel passato, guarda al futuro rafforzando i rapporti tra il sistema industriale e quello pubblico, attività nella quale Egea si è sempre distinta come efficace punto di snodo e di sintesi. Nel dettaglio viene garantita la fornitura pluridecennale del calore a servizio del teleriscaldamento cittadino, confermando il ruolo strategico, dal punto di vista tecnico e ambientale, che la centrale ha per le sue maggiori utenze industriale e cittadine; in sintesi per i cittadini nulla cambia rispetto alle originarie condizioni di fornitura. Concludo con due osservazioni: la prima generale, sottolineando che, pur nel suo rilievo, questa operazione sia del tutto simile a tante altre operazioni condotte continuamente dal nostro Gruppo. La seconda personale e cioè che della mia adeguatezza rispondo a chi mi ha nominato, mentre a coloro che la mettono in dubbio risponderò, come preferisco fare, in modo diretto e pubblico quanto prima».

Ulteriori particolari sul numero di Gazzetta d’Alba disponibile in edicola e in formato digitale a partire da martedì 8 marzo.