La Cisl chiede all’Asl l’apertura dell’Hospice di Bra

SANITÀ La Cisl, il sindacato che conta il maggior numero di iscritti all’interno dell’Asl Cn2, con i referenti per la funzione pubblica Luciano Marchisone e Roger Davico, ha convocato una conferenza stampa a poche settimane dall’insediamento di Danilo Bono. Al nuovo direttore dell’Azienda, i sindacalisti chiedono, innanzitutto, l’apertura dell’Hospice di Bra. «Pensiamo sia più che necessario aprire al più presto questo servizio, che tra l’altro era stato previsto come entità rimanente a Bra, anche con l’apertura del nuovo ospedale di Verduno, con l’assunzione del personale necessario».

Marchisone e Davico contestano: «La continua esternalizzazione dei servizi ad Amos con il blocco totale delle assunzioni degli amministrativi, aggirando l’ostacolo della mancanza del personale. Si va anche verso la concessione del lavoro in tutti i distretti, tranne Canale e Bossolasco, alla stessa Amos, società a cui deve essere applicato almeno il contratto della sanità privata e non quello dei multiservizi e delle pulizie. Speriamo che l’obiettivo non sia quello di risparmiare attraverso un peggioramento delle condizioni economiche del personale», dichiarano i due sindacalisti, che aggiungono: «Chiediamo la riapertura della possibilità del part-time, quasi bloccato in questi ultimi anni da una decisione unilaterale della direzione, anche se forse in questi giorni, con la trasformazione di un tempo pieno trasferito da un’altra Asl, in part-time, sembra che la stessa direzione abbia modificato la propria decisione».

Marchisone e Davico chiudono con un appello alla Regione: «È ora che torni a rispettare il proprio ruolo e si prenda le proprie responsabilità per la situazione attuale della sanità albese e braidese. Chiediamo che venga adeguata l’entità dei pagamenti in misura pari ad Asl simili come territorio».

Marcello Pasquero