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Il grande ospedale in attesa di verdetto

L'ospedale di Verduno

REPORTAGE Il direttore generale dell’Asl Danilo Bono: «Eravamo al 60% di possibilità di ripartire col cantiere a inizio settembre: direi che ora siamo al 65». A Verduno oggi lavorano 30-40 operai, ma il numero scenderà ulteriormente con la richiesta di cassa integrazione per 33 dipendenti. Ad agosto il cantiere resterà fermo.

La visita
Gazzetta d’Alba ha visitato il cantiere del nuovo ospedale. Due le guide d’eccezione: il direttore generale Danilo Bono e il responsabile unico del progetto Ferruccio Bianco. Con loro alcuni capicantiere della Mgr Verduno, che realizza gli interventi.

Una visita che comincia dal quarto piano, dedicato alla degenza, completato al 90%. In fase meno avanzata i piani dedicati alle sale operatorie e alla radiologia che dovranno essere attrezzati secondo le più attuali norme in materia e quindi saranno completati in prossimità dell’apertura della struttura. Impressionanti, per chi visita la prima volta il cantiere, complessità e grandezza del futuro ospedale.

I numeri
Per rendere la misura dell’ospedale di Verduno, possiamo farci aiutare dai numeri. La fase di bonifica idrogeologica della collina franosa di Verduno ha comportato la movimentazione di 250mila metri cubi di terreno. Per la stabilità delle fondamenta sono stati realizzati oltre mille pali con 25mila metri cubi di calcestruzzo e 3mila tonnellate di acciaio, trivellati, lunghi circa 20 metri, con un diametro tra 1,2 e 2 metri l’uno. Oltre ai pali, nelle fondamenta di Verduno sono stati realizzati 250 pozzi drenanti del diametro di 1,5 metri collegati tra loro con una condotta e una vasca di raccolta.

La struttura
Una volta completato, l’ospedale disporrà di 35 ascensori e 6 scale mobili oltre a decine di rampe e a ben 49 scale interne. La lunghezza dell’ospedale supererà i 200 metri, l’altezza i 40 metri per un totale di oltre 110mila metri quadrati di superficie nei 12 piani della struttura.
Le stanze saranno 337, in gran parte singole, ma con la possibilità, come conferma il direttore Danilo Bono, di trasformarne alcune in doppie, per il benessere del paziente. La speranza, condivisa dal direttore generale, è che una volta aperto l’ospedale, possa essere alzata l’asticella del piano sanitario regionale che prevede per Verduno, a oggi, 306 posti letto. «Sono fiducioso si possa arrivare a strapparne almeno una cinquantina in più», confida Bono.

La situazione
«Eravamo al 60% di possibilità di ripartire con il cantiere a inizio settembre: direi che ora siamo al 65%», commenta il direttore Bono, che negli scorsi giorni si è recato più volte a Roma per consegnare i documenti che un tavolo ministeriale dovrà valutare per dare il via libera al nuovo piano economico (quello in vigore è prossimo alla scadenza).
Il tavolo avrà 25 giorni per dare il proprio parere valutando le garanzie offerte dalla concessionaria Mgr Verduno di poter versare circa 15 milioni di euro (pari al 10% del costo dell’opera).
Il tavolo ministeriale dovrà valutare, inoltre, il canone annuo che l’Asl Cn2 è tenuta a corrispondere nei venti anni in cui la gestione dell’ospedale sarà affidata alla stessa Mgr, con una distanza tra le parti che, al momento in cui scriviamo, sarebbe ancora sostanziale.

L’impressione
Il direttore generale, in carica da tre mesi, sta dedicando anima e corpo alla buona riuscita delle trattative, sacrificando pasti e sonno. Chi vive a stretto contatto con Danilo Bono ne parla come di un lavoratore instancabile, cocciuto e deciso nel voler ottenere il massimo per l’ospedale di Verduno e un’apertura che dovrà avvenire entro il 2018.
Durante la visita abbiamo però avuto l’impressione di un cantiere ormai quasi fermo, in attesa di uno slancio che si spera possa arrivare a settembre. A lavorare sono 30-40 operai. Numero che scenderà con la cassa integrazione per i 33 dipendenti della Alba-Bra scarl, società del gruppo Matarrese. Ad agosto il cantiere resterà fermo. E la grande incognita resta la strada di accesso.

Marcello Pasquero