Diageo dismette la produzione del vino. 120 esuberi a Santa Vittoria d’Alba

DIAGEO 120 esuberi a cui aggiungere le decine di lavoratori nell’indotto. Potrebbe avere effetti disastrosi per il territorio di Langhe e Roero la decisione di Diageo di dismettere la produzione di vino nello stabilimento di Santa Vittoria d’Alba.

Mercoledì 5 ottobre l’incontro tra i sindacati e la direzione aziendale

L’incontro fissato dalla dirigenza mercoledì 5 ottobre, lasciava presagire nulla di buono. Gli effetti, se possibile, sono stati peggiori delle attese più nere.

All’incontro hanno partecipato le segreterie provinciali di Flai/Cgil, Fai/Cisl e Uila/Uil, le Rsu, la direzione aziendale di Diageo operation Italy e Ewan Andrew direttore Isc (international supply centre) responsabile Diageo Europa.

I tre segretari provinciali Andrea Basso, Antonio Bastardi e Alberto Battaglino spiegano: «Diageo ha confermato che la produzione del vino sarà dismessa. Attualmente l’azienda imbottiglia il vino per la multinazionale australiana Twe, alla quale aveva venduto il comparto circa un anno fa. Twe in questi mesi ha valutato altri partner per l’imbottigliamento del vino ed è arrivata quindi la decisione di spostare queste produzioni su un altro sito più conveniente per l’azienda australiana».

“Colpa della svalutazione della Sterlina”

Una decisione che ha parecchio a che fare con la svalutazione della Sterlina dopo la Brexit che ha reso poco competitiva nei costi logistici l’azienda di Cinzano.

Gli effetti, secondo Basso, Bastardi e Battaglino inizieranno a farsi sentire fra poco più di sei mesi: «Presumibilmente il processo di riorganizzazione avrà inizio ad aprile 2017 e dovrebbe concludersi a dicembre 2017», e riguarderanno, purtroppo, il 40% dei volumi complessivi dello stabilimento: «La ricaduta occupazionale sarà pari a 120 su circa 430 lavoratori, questo senza tener conto di tutti quei lavoratori, che lavorano nell’indotto».

Diageo non avrebbe, secondo i sindacati un piano B: «La situazione è ancor più grave perché Diageo a oggi non ha altre produzioni da portare in alternativa, non ci sono investimenti e non esiste alcun piano industriale di prospettiva futura».

I tre sindacalisti concludono: «Tutto ciò mette in forte discussione l’intero polo produttivo di Santa Vittoria d’Alba (unico stabilimento italiano del Gruppo). Nei prossimi giorni valuteremo gli eventuali sviluppi. Dichiariamo da subito lo stato di agitazione».

Un destino beffardo per uno stabilimento premiato, il 31 luglio 2015, dalla stessa Diageo come il migliore tra i 180 del gruppo.

Marcello Pasquero