Danilo Bono: nessuno ha mai pensato di affidare Verduno a privati

NUOVO OSPEDALE L’ipotesi dell’apertura di una struttura privata all’ultimo piano del costruendo ospedale di Verduno ha fatto molto discutere, causando reazioni anche veementi da parte della politica locale. Unanime, a eccezione del sindaco Maurizio Marello, l’avversione nei confronti dell’ipotesi trapelata dalle parti della direzione generale dell’Asl Cn2.

All’estero nelle scorse settimane, il direttore generale Danilo Bono torna sulla questione che, a suo dire, sarebbe frutto di una semplice incomprensione. «L’ospedale di Verduno sarà una struttura pubblica a tutti gli effetti e in nessun caso è stata concretamente prevista l’apertura di una clinica privata, ipotesi che escludo categoricamente e che penso sia trapelata ai media per un fraintendimento imputabile alla direzione dell’Asl Cn2 di Alba-Bra».

Il direttore spiega: «La nostra intenzione è di recuperare l’attività privata che i professionisti operanti all’interno dell’ospedale oggi svolgono al di fuori dell’Asl. L’intento è di valorizzare la loro professionalità, ma all’interno dell’ospedale di Verduno. In parole povere, se gli specialisti vorranno arricchire l’offerta sanitaria pubblica attesa a Verduno, utilizzando macchinari che così verrebbero sfruttati a pieno, saremo disponibili a creare le condizioni perché i medici possano operare e rendere sempre più completa l’offerta di salute».

Danilo Bono aggiunge: «In conclusione, quando in passato si è parlato di possibilità per i privati di entrare nel nuovo nosocomio mai si è pensato a una cessione di reparti o a destinare un piano al privato. Ma, valorizzando la professionalità dei nostri medici anche al di fuori del loro orario di lavoro, puntiamo a fare dell’ospedale che si sta costruendo a Verduno un punto di riferimento».

Per spiegare le idee della direzione generale, Bono ha convocato a inizio febbraio una conferenza dei sindaci: «Ai primi cittadini spiegherò come le polemiche nate nelle ultime settimane siano le ultime tra le nostre preoccupazioni, la priorità assoluta resta invece la riapertura del cantiere dell’ospedale».

m.p.