La Silpa costretta a licenziare 18 dei 20 dipendenti della fornace

GALLO GRINZANE A settembre era toccato alla Prunotto di Grinzane Cavour mettere in mobilità 7 operai dei 22 rimasti all’interno di una delle più importanti aziende edili dell’Albese.
Oggi è la volta della Silpa, la fornace fondata nel 1943 proprio per realizzare i mattoni utilizzati dalla Prunotto. Un piccolo impero albese che si sgretola sotto i colpi della crisi del settore edile. Al termine di quattro anni di misure eccezionali tra cui la cassa integrazione ordinaria, quella straordinaria con la richiesta (non accolta) della cassa in deroga, la dirigenza della Prunotto, rappresentata dall’amministratore delegato Luca Marin, si è trovata costretta a licenziare, con validità dal 3 gennaio, 18 dei 20 dipendenti della fornace.
Tra loro anche lavoratori con un’esperienza di oltre 35 anni, trovatisi purtroppo a fronteggiare la crisi senza fine del mattone. Per i lavoratori in mobilità i funzionari Cisl, Francesco Biasi, e Cgil, Enrico Cabutto, hanno richiesto e ottenuto la possibilità di accedere al Naspi, il nuovo assegno sociale per l’impiego.
L’Ad Marin spiega: «È cambiato il mercato, oggi lavoriamo con industrie e cantine, fino a dieci anni fa costruivamo in prevalenza abitazioni, prima utilizzavamo cemento armato e mattoni, ora i materiali ferrosi. Fronteggiamo una situazione drammatica. Nel caso della Silpa abbiamo cercato di rimandare i licenziamenti, sperando che il mercato potesse riprendersi. Abbiamo tentato le vie della cassa integrazione ordinaria e straordinaria e oggi mi trovo con dispiacere a dover licenziare questi 18 dipendenti, alcuni di loro da molti anni in azienda».
Marcello Pasquero