Il 4 novembre degli alpini e il cippo ai caduti di Santa Rosalia

COMMEMORAZIONE Sabato scorso nel parco intitolato alla divisione Cuneense, a cent’anni dalla firma dell’armistizio di Villa Giusti tra l’Italia e l’Impero austroungarico, il gruppo di Alba dell’Associazione nazionale alpini si è riunito per onorare i caduti in una celebrazione in contemporanea in tutta Italia. Il monumento alle penne nere compie cinquant’anni: fu donato da Piera Cillario Ferrero in memoria del marito Pietro, anch’egli alpino, e venne inaugurato – alla presenza di ventimila persone e 150 gagliardetti alpini – nel settembre del 1968. È opera di Pietro Canonica, scultore torinese e artista di corte dei Savoia. O meglio, venne fuso nei calchi originali dell’Umile eroe, l’opera che Canonica aveva posto davanti alla sua abitazione romana, a Villa Borghese. L’animale ritratto è Scodella, mula decorata con la Croce al valore militare. Ad Alba il monumento fu allestito da Pompeo Trivulzio, che scelse di realizzare un basamento di cemento armato. Del monumento albese si sono occupate di recente Serenella Ferrari e Susanne Probst nel libro Muli e conducenti! Tutti presenti!

La giornata di sabato si è conclusa alle 21 al teatro Giorgio Busca con il concerto del coro Stella alpina diretto da Giuseppe Tarabra, con l’intervento del soprano Gabriella Settimo.

Domenica 4 novembre, alle 9, sul sagrato della cappella di Santa Rosalia, è stato inaugurato il nuovo monumento ai caduti della frazione albese; alla cerimonia hanno partecipato le associazioni combattentistiche e d’arma.