Pino Di Fato: «La politica è entrata nel calcio e ha distrutto il vivaio dell’Albese»

ALBA «In cinque anni il progetto Accademia calcio ha avuto l’effetto di distruggere il settore giovanile dell’Albese. Nel 2012 gli juniores dell’Albese giocavano e vincevano il campionato nazionale, oggi abbiamo solo squadre ai provinciali e i ragazzi sognano di giocare nelle giovanili del Bra, del Corneliano, dell’Area calcio, ma non dell’Albese. La politica è entrata nel calcio e ha distrutto le fondamenta di una società come l’Albese che ha compiuto 100 anni.

Ora ci troviamo nella situazione di giocare a Vaccheria o a Guarene capoluogo mentre squadre di altri paesi giocano in casa al Coppino, che è da sempre la casa dell’Albese»: il quadro che dipinge il responsabile tecnico dell’Albese Pino Di Fato è estremamente amaro. La rottura era arrivata a maggio quando il presidente dell’Albese Gennaro Castronuovo aveva rassegnato le dimissioni da socio e consigliere dell’Accademia calcio, abbandonando di fatto la società nata nel 2012 su spinta dell’Amministrazione comunale.

L’idea era sicuramente nobile: creare un’unica società inglobando i 10 settori giovanili presenti nel territorio cittadino per garantire un futuro al calcio sotto le torri. Delle 10 società albesi, però, solo Albese, Ferrero e Koala aderirono all’invito dell’Amministrazione. Il resto è storia recente. «Abbiamo 160 ragazzini che giocano tra Vaccheria, Guarene e il campo del quartiere Piave. Alle spalle dell’Albese ci sono 100 anni di storia e un settore giovanile glorioso dal quale sono sempre usciti giocatori in grado di farsi onore anche in categorie nazionali. Tornare a dargli lustro è un lavoro che comporterà molto tempo», aggiunge Di Fato.

Tra tante difficoltà non manca qualche soddisfazione: «Siamo orgogliosi di essere riusciti in pochi mesi a costruire un settore giovanile. Una bella scoperta è il centro sportivo di corso Piave: un campo da calcio che se ci si investisse sopra potrebbe rappresentare una risorsa importante anche dal punto di vista sociale», aggiunge Di Fato che conclude: «La mia speranza è che l’Albese possa tornare a essere la società di riferimento per tutto il territorio e che lo sport torni a essere sport lontano dalle ingerenze della politica, perché ogni volta che sento dire che l’Albese gioca in casa a Vaccheria e il Corneliano gioca in casa al Coppino mi sento umiliato».

m.p.