Crack Rotoalba: è stato ascoltato il curatore fallimentare

ALBA Un passivo da oltre 30 milioni, destinato a crescere: è questa la situazione prospettata al tribunale astigiano dal curatore fallimentare della storica stamperia albese Rotoalba Salvatore Bellassai, fra i testimoni escussi nella giornata di mercoledì 9 gennaio dal collegio presieduto dal giudice Roberto Amerio. Due i nuovi creditori che si sono manifestati, tra cui l’agenzia dell’entrate, per altri 3 milioni, a fronte di un attivo di poco più di 1,5 milioni; uno scoperto che secondo Bellassai sarebbe già stato irreversibile nel 2012.

Durante l’udienza sono stati ascoltati anche di un funzionario dell’Agenzia delle entrate, due finanzieri della polizia tributaria, anch’essi testimoni convocati dal pubblico ministero Laura Deodato. Presente in aula l’editore Guido Veneziani. Il processo prosegue anche per altri quattro imputati – Gianmaria Basile, Marco Pezzoni, Francesco Pecere, Rino Garbetta – accusati a vario titolo di aver concorso alla bancarotta di Rotoalba, risalente a tre anni fa; allora l’azienda aveva 133 dipendenti.

Adriana Riccomagno