Troppi incidenti causati dagli animali selvatici! Già 13 morti nel 2019

Alcuni partecipanti alla manifestazione organizzata da Coldiretti a Montecitorio.

IL CASO  In Italia ci sono diecimila incidenti stradali all’anno causati da animali selvatici con 13 morti nei primi nove mesi del 2019 contro gli undici registrati in tutto l’anno precedente. E’ quanto emerge da una stima di Coldiretti diffusa questa mattina a Roma in occasione della protesta organizzata davanti a Montecitorio. Una vera e propria emergenza nazionale che mette a rischio la sicurezza e la salute degli automobilisti e che, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, porta 3 italiani su 4 (72,7%) a considerare un pericolo per la circolazione la presenza di animali selvatici e di cinghiali. Il numero di incidenti gravi con morti o feriti per colpa di animali è aumentato del 81% sulle strade provinciali nel periodo 2010-2018 secondo l’analisi Coldiretti su dati del rapporto Aci Istat. Oltre otto italiani su 10 (81%) pensano che l’emergenza cinghiali vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero.

In Piemonte negli ultimi 6 anni si sono registrati 7mila incidenti causati dalla fauna selvatica, con una media di circa 1.200 incidenti l’anno, ma con la tendenza ad aumentare.

Commentano Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato Confederale: «La grande presenza di parlamentari, sindaci e amministratori piemontesi, sia di maggioranza sia di minoranza,  testimonia quanto la tematica sia sentita sul nostro territorio.  L’impegno preso è stato quello di modificare, già nell’attuale legge di bilancio, la legge 157 sulla caccia proprio perché si sta assistendo a un aumento continuo dei danni, delle aggressioni e degli incidenti che causano, purtroppo, vittime. Occorre, innanzitutto, semplificare la normativa attuale responsabilizzando gli enti locali ad effettuare interventi per il contenimento del numero dei cinghiali che abbiano anche un impatto positivo sull’ambiente. Si assiste, ormai, alla incontrollata proliferazione degli animali selvatici con il numero dei cinghiali salito a 2 milioni in Italia. Oltretutto molti non denunciano neanche gli incidenti poiché scoraggiati dalle lungaggini burocratiche e dalle condizioni poste dalle assicurazioni».

«La Regione è a fianco di agricoltori, allevatori e pastori piemontesi che sono oggi in piazza Montecitorio a Roma, su iniziativa della Coldiretti, per denunciare il problema dell’invasione dei cinghiali e della fauna selvatica, causa di distruzione dei raccolti agricoli, attacco agli animali al pascolo e incidenti stradali in campagna e nei centri abitati. Un’emergenza nella nostra regione e a livello nazionale», hanno dichiarato il presidente della Regione Alberto Cirio, il vicepresidente e assessore alle Foreste, Fabio Carosso e l’assessore all’Agricoltura, Marco Protopapa.

«Dopo l’insediamento della nostra Giunta abbiamo subito affrontato il problema del contenimento degli ungulati, con una delibera che prevede, per situazioni straordinarie, lo snellimento delle procedure riguardanti le tecniche e i mezzi per il controllo dei cinghiali, con l’ausilio dei cani limieri. Abbiamo poi promosso degli  incontri con i Prefetti  per valutare l’entità del fenomeno e individuare procedure operative in stato di emergenza», aggiungono gli amministratori regionali. A seguito delle riunioni con i rappresentati delle amministrazioni provinciali, è stata proposta una serie di interventi per rendere più efficace la caccia di selezione, mentre si sta anche concretizzando un tavolo di lavoro tecnico composto dalle Province e dai tecnici degli Ambiti territoriali di caccia e Comprensori alpini. Sul fronte invece della cosiddetta caccia programmata, si sta valutando l’adozione di specifici protocolli di attivazione in aree critiche.

Concludono Cirio, Carosso e Protopapa:  «Il problema è molto sentito in Piemonte, dove abbiamo intrapreso tutto quanto consentito dalle leggi nazionali. La realtà è che servono cambiamenti di normativa a livello centrale. In questo senso siamo disponibili a farci promotori di un tavolo nazionale da convocare urgentemente, dove, nel rispetto di tutti, si trovino le soluzioni più efficaci per il contenimento della fauna selvatica».