Note di Luigi d’Alba e di Presenza amica, anima di solidarietà

ALBA L’associazione Presenza amica è nata ad Alba vent’anni fa con un sogno: trasformare in arte la solidarietà. Duemila incontri di animazione culturale e musicale, concorsi letterari, gruppi di canto corale, musicoterapie solidali. L’associazione ha riversato la propria creatività nei punti più difficili del tessuto sociale: comunità terapeutiche, residenze di cura, università della terza età, turismo sociale, raccolte fondi per aiutare popolazioni vessate da calamità naturali. Nel corso degli anni si è aggiunta una sezione di produzione eventi, che propone manifestazioni popolari e solidali itineranti.

Spiega Giancristiano Gallo, vicepresidente dell’associazione e responsabile delle attività nel Torinese: «Eravamo studenti delle superiori con problemi, io di vista, altri due amici portatori di una forma di autismo leggero. Ci univa il desiderio di impegno al servizio del prossimo; eravamo appassionati di musica e frequentavamo gli studi di una delle prime radio libere, dove era animatore e direttore artistico l’uomo che sarebbe diventato il fondatore di Presenza amica: Luigi Aimasso, chiamato anche Luigi d’Alba».

Il musicista Luigi Aimasso, noto nell’Albese e oltre come Luigi d’Alba.

Prosegue Gallo: «Un giorno Luigi, che cantava in un complesso locale, ci propose di accompagnarlo a un incontro musicale in una comunità di persone anziane: tale fu l’emozione e il successo dell’iniziativa, che decidemmo di continuare a seguirlo. All’inizio eravamo considerati marziani: la musica, il canto non religioso e il ballo erano ritenuti superflui, in alcuni luoghi addirittura proibiti, ma con l’insistenza, la serietà, la semplicità e la sincerità degli intenti, lontani da qualsiasi smania di successo o di interesse personale, abbiamo aperto una strada straordinaria».

Il presidente di Presenza amica, Luigi d’Alba – in onore della città di provenienza –, è animatore culturale e artistico, cantautore e cantore neomelodico; oggi è riconosciuto come un leader del settore ricreativo solidale.

Negli ultimi anni il suo nome appare non solo nell’Albese. Quali i progetti in cui è stato coinvolto?

«Nel corso degli ultimi 15 anni la mia carriera ha avuto nuovi e grandi sviluppi, sia grazie a canzoni come Leon, la canzone del cane – diventata l’inno nazionale contro gli abbandoni degli animali – sia col gruppo Cui d’la trifola. Sono giunte richieste di interventi radiotelevisivi e presenze in ogni dove; ho tenuto concerti in Italia e all’estero e presenziato a numerose manifestazioni per la raccolta fondi in favore di associazioni nei territori colpiti da calamità naturali in Abruzzo, Campania, Emilia- Romagna. Ho sempre tentato di coniugare l’identità di animatore professionista con l’azione di volontariato musicoterapico».

A proposito di musicoterapia: come funziona il suo approccio?

«Da molti anni la mia presenza di solidarietà è tesa a rendere protagonisti i partecipanti, sia anziani che disabili adulti, sempre accompagnati dalle famiglie o dagli amici; non propongo un’esibizione personale come farei, ad esempio, in un concerto di piazza, ma mi presento come un tramite tra le note e l’anima della persona. Come prevedono le più consolidate scoperte scientifiche sulla musicoterapia moderna, coinvolgo l’individuo toccandolo nel suo interiore e sollecitando la sua diretta partecipazione. Gli incontri vengono preparati in base a uno studio preventivo, che indaga la provenienza dell’utente, la sua cultura, i gusti musicali».

In tempo di quarantena quali sono le novità proposte dal suo gruppo?

«All’inizio della pandemia era attivo il progetto C’è musica e allegria, incontri di sollievo e musicoterapia in diversi centri comunali e case di cura; la sezione eventi aveva in programma tre produzioni artistiche per spettacoli itineranti estivi. Al momento tutto il lavoro è sospeso. Ho perciò deciso di attuare una nuova modalità di vicinanza. Ogni pomeriggio dal nostro studio di Alba parte un collegamento in diretta Facebook, dove intrattengo con canzoni e ricordi gli amici dei social – specialmente gli ospiti nei vari centri di cura. L’iniziativa è chiamata “Restiamo a casa con Luigi d’Alba e Radio stop 19”. Un progetto dedicato alle persone sofferenti, sole e malate. Durante la diretta video gli anziani, le direzioni e le famiglie possono inserire i saluti, le richieste e le dediche. L’appuntamento è ogni pomeriggio alle 18.20, sulla nostra pagina Facebook».

Maria Delfino