Acquedotto delle Langhe: interventi a Lequio Berria e Mombarcaro

Acquedotto delle Langhe: interventi a Lequio Berria e Mombarcaro
L'alluvione del 2-3 ottobre ha causato danni per 2 milioni di euro all'Acquedotto delle Langhe.

CICLO IDRICO «È stato ovviamente un anno difficile, il Covid-19 ha cambiato la nostra organizzazione del lavoro, ma siamo riusciti a garantire la fornitura dell’acqua potabile senza particolari criticità, proseguendo nel piano degli investimenti prestabilito ed eseguendo la manutenzione necessaria. Purtroppo l’eccezionale evento atmosferico del 2-3 ottobre, che ha colpito duramente alcune aree piemontesi, ha provocato danni per 2 milioni di euro alle nostre strutture e condotte obbligandoci a interventi straordinari». Così si è espresso Marino Travaglio, presidente dell’Acquedotto delle Langhe e Alpi cuneesi (Alac), facendo un bilancio del 2020. Durante l’anno sono stati principalmente due gli ambiti di intervento per una spesa di quasi 1,5 milioni di euro. Tra i lavori programmati ci sono stati il ripristino strutturale e la riqualificazione dei serbatoi di Lequio Berria e Mombarcaro. Ha spiegato Travaglio: «Parliamo di strutture realizzate nei primi anni ’80, che necessitavano di adeguamenti profondi. I lavori hanno riguardato sia la parte tecnologica che il fabbricato e sono quasi ultimati. L’impegno economico è stato di circa 900mila euro».

Il secondo ambito è stato un intervento urgente legato ai danni causati all’acquedotto a Limone Piemonte dall’alluvione di ottobre. Una situazione veramente critica, come ricorda ancora il presidente dell’Alac. «È stata divelta la principale tubazione adduttrice dell’intero sistema, con il rischio di non poter garantire la fornitura dell’acqua all’area comprendente l’alta Langa sino ad Alba. A poche ore dell’evento e in tempi rapidissimi grazie all’azione tempestiva dei nostri fontanieri, si è provveduto a immettere in rete la sorgente di San Macario anche se non era ancora ultimata. L’impegno di Alac e della ditta aggiudicatrice delle opere ha permesso, poi, in soli 38 giorni di ripristinare il collegamento riportando la situazione sotto controllo». L’opera è costata 550mila euro.

Conclude Travaglio: «Nonostante le non favorevoli condizioni, il nostro bilancio si manterrà nella linea positiva degli ultimi anni, rispettando gli obiettivi che ci siamo prefissati».

Per poter far fronte a tutti gli investimenti e alle opere previste l’Acquedotto delle Langhe e Alpi cuneesi sta provvedendo a un rafforzamento e a una riorganizzazione dell’organico. Tra le principali opere presenti nel programma triennale si registrano la realizzazione di un impianto idroelettrico sui primari serbatoi di accumulo, un nuovo deposito di accumulo di duemila metri cubi a Cerretto Langhe e una conduttura tra Carrù e Novello per venire incontro alle maggiori richieste della bassa Langa e dell’ospedale di Verduno. Alac sta quindi già guardando al futuro, come sottolinea il presidente Marino Travaglio: «Anche la partecipazione nel consorzio pubblico Cogesi sta producendo i primi risultati: si sta lavorando per rendere omogenee le varie tariffe e si cerca di ridurre sovrapposizioni o duplicazioni».

Daniele Vaira

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